Rifondazione punta su lista contro "shock economy" di Monti

martedì 20 novembre 2012 14:11
 

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Dopo essere rimasta fuori dal Parlamento per più di quattro anni, Rifondazione comunista vorrebbe presentarsi alle prossime elezioni con una lista "No Monti" - ma non contro l'euro - a cui potrebbero partecipare l'Idv, esponenti della Fiom, attivisti No-Tav e con la benedizione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Lo ha spiegato in un'intervista a Reuters, Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, partito a cui i sondaggi attribuiscono il 2-3% delle intenzioni di voto.

L'obiettivo della lista è quello di cercare di condizionare da sinistra un eventuale governo guidato dal Partito democratico, per abbandonare la politica "neoliberista" del governo di Mario Monti e ricontrattare con l'Unione europea il cosiddetto "Fiscal Compact", ossia il nuovo patto sulla disciplina di bilancio, e i trattati Ue.

"Stiamo lavorando a una lista unitaria di sinistra dove il punto, per noi, è riuscire a mettere insieme tutti i vari spezzoni politici e sociali che si oppongono alle politiche del governo Monti", dice Ferrero, 52 anni, ex ministro della Solidarietà sociale nel secondo governo Prodi, alla guida del Partito della Rifondazione comunista dall'estate del 2008.

Quattro anni fa, Rifondazione comunista non riuscì a ottenere neanche un seggio in Parlamento, perché il cartello elettorale di cui faceva parte - con i Verdi, il Pdci e Sinistra democratica - non superò la soglia di sbarramento del 4%. Lo stesso avvenne nel 2009, per le Europee.

Alle prossime elezioni, previste per l'inizio di marzo, la soglia potrebbe essere alzata al 5%, se la legge dovesse essere modificata, rendendo più complicato il ritorno in Parlamento a meno di accordi di coalizione.

"Nessuna delle forze [dell'area anti-Monti che comprende anche il partito di Antonio Di Pietro, in calo nei sondaggi] è in grado, da sola, di poter pensare di superare lo sbarramento", dice Ferrero, che però intanto ha già perso un alleato come il Pdci, che alle primarie del centrosinistra voterà per il leader di Sel Nichi Vendola e che, secondo diverse fonti politiche, ha stretto un accordo col Pd.

Per Ferrero, il Partito democratico - erede della tradizione del Pci e della fusione poi con la sinistra della Democrazia Cristiana - oggi è un "partito liberale, in cui i socialdemocratici rappresentano solo l'ala sinistra".   Continua...