Riforma elettorale, da oggi commissione vota a oltranza, Pd: no colpi mano

martedì 20 novembre 2012 16:28
 

ROMA (Reuters) - A mezzogiorno di oggi è scaduto il termine per la presentazione di sub-emendamenti al testo base per la nuova legge elettorale, e dal pomeriggio la commissione Affari costituzionali del Senato comincerà probabilmente le votazioni a oltranza con l'obiettivo di portare la riforma in aula la settimana prossima.

Lo ha riferito una funzionaria della stessa commissione.

Il Pd, che non condivide il testo approvato da una maggioranza che comprende Pdl, Lega, Udc e altre formazioni centriste, ha però detto che non vuole un "colpo di mano" e ha riproposto la soluzione ideata dal politologo Roberto D'Alimonte.

"Una legge elettorale contro la proposta del primo partito del paese non è da democrazia matura, se vogliono fare un colpo di mano lo facciano, ma sia chiaro che la responsabilità è tutta loro. Sarebbe una forzatura", ha detto in un comunicato Anna Finocchiaro, capogruppo dei democratici a Palazzo Madama.

Il testo attuale prevede un "premio" del 12,5% dei seggi di Camera e Senato per le liste o le coalizioni che arrivino almeno al 42,5%, mentre per la legge attuale - peraltro criticata dalla Corte Costituzionale - il premio scatta senza alcun limite minimo.

Secondo molti osservatori una soglia così alta non produrrebbe alcuna maggioranza assoluta, e porterebbe probabilmente alla necessità di un governo di larga coalizione. Secondo il Pd, considerato dai sondaggi il primo partito, la riforma in realtà servirebbe a sbarrare la strada al centrosinistra e a facilitare il varo di un secondo governo guidato dal premier Mario Monti.

La proposta di D'Alimonte, sostenuta dal Pd, prevede una soglia inferiore, il 40%, e un premio di maggioranza del 14% al quale si aggiunge anche un "premio di consolazione" del 10% per il primo partito se nessuno dovesse raggiungere la soglia.

"La bozza D'Alimonte è già una mediazione, non è la nostra proposta di partenza. Sotto di questo c'è l'ingovernabilità", ha detto ancora Finocchiaro.

Nei giorni scorsi il Pdl si è detto disponibile al "premio di consolazione", ma del 6% circa. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha proposto, venerdì scorso, di introdurlo durante il dibattito sulla riforma in aula, non in commissione, per approvare la riforma prima delle elezioni politiche, ora previste per l'inizio di marzo in contemporanea con le regionali anticipate in Lombardia, Lazio e Molise.

(Massimiliano Di Giorgio)

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Il segretario del Pier Luigi Bersani a Parigi nel marzo scorso. REUTERS/Benoit Tessier