14 novembre 2012 / 14:42 / 5 anni fa

Israele uccide comandante di Hamas, prevede giorni di battaglia

GAZA (Reuters) - Israele ha ucciso il capo del braccio armato di Hamas con un missile nella striscia di Gaza e ha lanciato altri raid aerei nell‘enclave, spingendo le due parti sull‘orlo di una nuova guerra.

L'auto del capo del braccio armato di Hamas centrata da un missile israeliano oggi a Gaza. REUTERS/Mohammed Salem

Gli attacchi rappresentano la più importante escalation tra Israele e Gaza dal conflitto del 2008-09 e arrivano malgrado il tentativo di mediazione fatto ieri dal vicino Egitto dopo cinque giorni di violenze.

Hamas ha annunciato che Ahmed Al-Jaabari, che guidava il braccio armato dell‘organizzazione, Izz el-Deen Al-Qassam, è morto assieme a un‘altra persona che si trovava con lui nell‘auto colpita dal missile israeliano. I palestinesi hanno detto che nove persone sono morte, compresa una bimba di nove anni. Israele ha confermato di aver condotto l‘attacco e ha ammonito che seguiranno altri raid.

Intanto il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha chiesto un vertice di emergenza della Lega araba sull‘accaduto, come riferito dall‘agenzia di stampa egiziana Mena. Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale dell‘Onu Ban Ki-moon, sollecitando israeliani e palestinesi a evitare un‘escalation delle ostilità nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas, e chiedendo a entrambe le parti di tutelare i civili. Una condanna per quanto accaduto è arrivata anche dal ministero degli Esteri egiziano.

Un testimone Reuters ha riferito che oggi Israele ha effettuato attacchi multipli su diversi obiettivi nella striscia di Gaza, comprese stazioni di polizia di Hamas.

“Questa è un‘operazione contro obiettivi terroristici di diverse organizzazioni a Gaza”, ha detto un portavoce dell‘esercito ai giornalisti, aggiungendo che Jaabari aveva “molto sangue sulle sue mani”.

Immediati sono stati i proclami di vendetta.

“APERTE LE PORTE DELL‘INFERNO”

“L‘occupazione ha aperto le porte dell‘inferno”, ha detto il braccio armato di Hamas.

Ritorsioni sono state minacciate anche da gruppi più piccoli. “Israele ha dichiarato guerra a Gaza e si prenderà la responsabilità delle conseguenze”, ha fatto eco la Jihad islamica.

L‘escalation a Gaza arriva dopo una settimana in cui Israele ha colpito anche le posizioni dell‘artigliera siriana al confine, che ha sparato sulle alture del Golan, nell‘ambito degli scontri con i ribelli che tentano di rovesciare il presidente Bashar al-Assad.

Secondo l‘agenzia di intelligence israeliana Shin Bet, Jaabari è stato il responsabile della presa da parte di Hamas della striscia di Gaza nel 2007 e avrebbe istigato l‘attacco che ha portato alla cattura del soldato israeliano Gilad Shalit nel 2006.

L‘esercito israeliano prevede che gli attacchi di oggi possano attirare nuovi raid da parte dei palestinesi e non esclude la possibilità di lunghi giorni di combattimento, compresa un‘offensiva di terra se richiesta.

Il generale Yoav Mordechai ha detto a Channel 2 che Israele ha risposto ad un incremento di lanci di razzi palestinesi registratosi all‘inizio della settimana e di stare tentando di evitare che Hamas e altre fazioni palestinesi incrementino ulteriormente il loro arsenale.

Alla domanda se Israele possa inviare forze di terra a Gaza, Mordechai ha risposto che “se richiesta, l‘opzione è disponibile”.

Israele terrà le elezioni politiche il prossimo 22 gennaio e il primo ministro conservatore Benjamin Netanyahu è sotto pressione affinché risponda in modo fermo contro Hamas, che i residenti della zona meridionale del paese accusano di ripetuti lanci di razzi.

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