November 13, 2012 / 10:35 AM / 5 years ago

Spending review, 4.028 esuberi Pa, con risparmi per 342 mln

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Studenti all'università.Susana Vera

ROMA (Reuters) - Gli esuberi del personale non dirigente della Pubblica amministrazione centrale conseguenti alla spending review sono 4.028 e il loro taglio porterà risparmi per 342 milioni di euro.

A questa cifra si devono aggiungere 50 milioni di riduzioni di spesa per il taglio del personale dirigente, che non è stato ancora esattamente individuato.

Lo riferisce una fonte sindacale raccontando l'esito dell'incontro tra il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, e i sindacati di settore, per fare una informativa sull'organico.

La cifra dei 4.028 riguarda il personale non dirigente dei ministeri (eccetto Economia, Esteri, Giustizia e Interni che procederanno autonomamente alla spending review) e degli enti pubblici non economici (esclusi Inps, Croce Rosse, Forze Armate e Ice).

Gli esuberi del super Inps, nato dopo l'integrazione con Inpdap e Enpals, si potrebbero aggirare tra le 4.000 e le 5.000 unità, sebbene il presidente dell'Istituto Antonio Mastrapasqua si sia schierato contro il taglio derivante dalla attuazione della spending review.

I dirigenti di prima fascia saranno ridotti di 48 unità, e quelli di seconda fascia di 439 unità. La fonte spiega che non si tratta di eccedenze assolute, il cui numero non è stato comunicato oggi dal ministro.

Resta ancora aperta la partita degli enti locali e dei dipendenti della Sanità.

Nel decreto sulla revisione della spesa uscito dal Parlamento a inizio agosto il governo indicava una prima stima di 24.000 dipendenti pubblici in esubero, circa 11.000 nei ministeri e negli enti pubblici non economici e 13.000 negli enti territoriali (escluse le regioni).

Il decreto di spending review delinea il processo che dovrebbe portare a ridurre del 20% i dirigenti e del 10% i dipendenti occupati nelle amministrazioni pubbliche.

Il personale in sovrannumero potrà andare in pensione entro il 2014 se in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi in vigore prima della riforma previdenziale di dicembre.

In assenza di questi requisiti, i dipendenti in soprannumero e non ricollocabili saranno messi in disponibilità (la cassa integrazione degli statali) con l'80% dello stipendio per un periodo fino a 24 mesi, prorogabile a 48 per il personale che durante questo periodo matura i requisiti pensionistici.

I dipendenti in possesso dei requisiti per andare in pensione dal 31 dicembre 2011 sono 8.000: 6.000 occupati nei ministeri e negli enti non economici e 2.000 negli enti territoriali.

Patroni Griffi, nella conferenza stampa al termine della riunione, ha voluta rassicurare sul fatto che la messa in mobilità, anticamera del liceziamento, sarà solo la extrema ratio. Prima di arrivare a questo si cercherà di gestire le eccedenze.

(Francesca Piscioneri

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