12 novembre 2012 / 17:13 / 5 anni fa

Dossier illegali, Tronchetti Provera a giudizio il 18 febbraio per ricettazione

Marco Tronchetti Provera in una immagine di archivio. REUTERS/Murad Sezer

MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha disposto la citazione diretta in giudizio per il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera con l‘ipotesi di reato di ricettazione, nell‘ambito della vicenda dei presunti dossier illegali raccolti dalla security di Telecom Italia, quando Tronchetti era a capo dell‘azienda di telecomunicazioni.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, precisando che la prima udienza è stata fissata per il prossimo 18 febbraio davanti alla settima sezione penale del tribunale di Milano.

La ricettazione rientra tra i reati per i quali il pubblico ministero può chiedere la citazione diretta in giudizio, senza passare per l‘udienza preliminare.

Roberto Rampioni, legale di Tronchetti Provera, in una nota dice di prendere “atto della decisione del procuratore aggiunto” Alfredo Robledo, che ha chiesto il giudizio, e si dice sicuro di poter “dimostrare nel processo che nessun comportamento illegale è stato posto in essere”.

Il fascicolo di indagine sull‘ipotesi di ricettazione fa riferimento ai dati rubati nel 2004 dal computer di un agente dell‘agenzia investigativa Kroll dai “pirati informatici” della security di Telecom, all‘epoca guidata da Giuliano Tavaroli.

In particolare, si tratta di un cd che conteneva dati copiati da un dipendente della Kroll e sottratti nell‘ambito di una operazione di hackeraggio attribuita alla security di Telecom in un hotel di Rio de Janeiro.

Dati “illegalmente intercettati e sottratti alla Kroll”, secondo quanto scritto nell‘atto di chiusura indagini, depositato il mese scorso, mentre Tronchetti, secondo la procura, era stato “informato della natura dei dati da Giuliano Tavaroli”. Questi dati finirono poi alla segreteria di Tronchetti Provera.

IL LEGALE: MATERIALE INVIATO A MAGISTRATI IN BRASILE E ITALIA

Ma l‘avvocato di Tronchetti Provera oggi nella nota sottolinea che “è importante ricordare fin da subito che il materiale pervenuto nella sede Pirelli, oggetto del contestato reato e comprovante lo spionaggio eseguito dall‘agenzia Kroll ai danni di Telecom Italia, fu immediatamente inviato all‘autorità giudiziaria brasiliana e, successivamente, a quella italiana”.

“È palese, peraltro, che tale comportamento fu certamente non in danno di Telecom Italia, ma volto a tutelare l‘azienda”, spiega il legale, ricordando che “la Kroll aveva posto in essere azioni contro Telecom Italia già prima dell‘ingresso indiretto della Pirelli nella compagine azionaria e, successivamente, anche contro il dottor Tronchetti e la sua famiglia”.

L‘avvocato aggiunge di prendere inoltre atto “che Telecom Italia si sarebbe costituita parte civile nel procedimento relativo alla ricettazione, ma riteniamo che non sia titolata a farlo in quanto, come detto, la società non è persona offesa dal reato, né soggetto danneggiato”.

La procura di Milano ha ancora aperto il fascicolo che vede Tronchetti indagato per corruzione internazionale per i 26 milioni di euro pagati da Telecom nel 2002-2006 come consulenze al mediatore brasiliano Naji Nahas e messi in contabilità in una posta chiamata “conto del Presidente”.

Nel processo principale sui dossier Giuliano Tavaroli ha patteggiato una pena a quattro anni di carcere.

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