Rating, chiesto giudizio 5 dirigenti S&P e 2 Fitch, archiviazione 2 Moody's

lunedì 12 novembre 2012 13:21
 

TRANI (Reuters) - La procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio, con l'ipotesi di reato di manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata, di cinque responsabili dell'agenzia di rating Standard&Poor's e due di Fitch, mentre ha chiesto l'archiviazione per due manager di Moody's, nell'ambito dell'inchiesta su oscillazioni di borsa ritenute anomale tra 2010 e 2012.

Una nota congiunta della procura pugliese e della Gdf spiega che per S&P è stato chiesto il rinvio a giudizio per gli analisti Eileen Zhang, Frank Gill, Moritz Kraemer, l'attuale responsabile dell'agenzia per l'Europa Yeann Le Pallec e l'ex presidente Deven Sharma. Per Fitch è stato chiesto il rinvio a giudizio per gli analisti David Riley e Alessandro Settepani.

I pm hanno infine chiesto l'archiviazione per i dirigenti di Moody's Ross Abercromby e Johannes Wassemberg.

"Le agenzie di rating per le quali abbiamo chiesto il rinvio a giudizio non hanno rispettato le regole di trasparenza, lealtà e dei parametri di qualità ed efficienza fissati dai regolamenti europei. Che piaccia o no queste sono le regole", ha spiegato il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, sostenendo invece che "per Moody's, pur essendoci elementi che ci dicono che c'è stata manipolazione dei mercati, non abbiamo la prova che fossero consapevoli".

"Manca l'elemento soggettivo, non abbiamo la prova che volessero intenzionalmente destabilizzare i mercati. Ora attendiamo di vedere cosa deciderà il giudice, se sarà d'accordo con noi", ha spiegato il magistrato.

Le agenzie hanno respinto ogni addebito e hanno ribadito la correttezza del loro operato.

"Queste accuse sono totalmente infondate, dal momento che il nostro ruolo è di fornire opinioni indipendenti sul merito di credito, secondo le nostre metodologie pubbliche e trasparenti applicate in modo coerente in tutto il mondo", spiega una nota di S&P.

"Continueremo a svolgere il nostro compito senza alcun timore o favoritismo nei confronti di investitori, emittenti di debito o ogni altro soggetto terzo, e a difendere le nostre azioni, la nostra reputazione e quella delle nostre persone".

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Il logo di Fitch negli uffici di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo