Riforma elettorale, Grillo: "soglia del 42,5% è golpe contro Cinque Stelle"

venerdì 9 novembre 2012 17:14
 

ROMA (Reuters) - Il comico e polemista Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle considerato dai sondaggi come il possibile secondo o terzo partito alle prossime elezioni, ha protestato oggi per il mancato intervento dell'Unione europea contro la riforma elettorale in discussione al Senato che, ha detto, punta a colpire la sua lista.

"E ora, di fronte al colpo di Stato del cambiamento della legge elettorale in corsa e al tetto del 42,5% per il premio di maggioranza per impedire a tavolino la possibile vittoria del M5S e replicare il Monti bis, la Ue tace", ha detto Grillo sul suo blog.

"Chissà forse ci farà una multa per divieto di sosta a Montecitorio", ha aggiunto.

Oggi il presidente del Senato Renato Schifani ha detto che occorre fare la nuova elegge elettorale anche per evitare il rischio che la lista di Grillo arrivi all'80%

Il "capo politico" dell'M5S cita un organismo consultivo del Consiglio d'Europa, la Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (o Commissione di Venezia) secondo cui "gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono poter essere modificati nell'anno che precede l'elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria".

"C'è del marcio a Bruxelles. Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere", conclude Grillo.

Nei giorni scorsi, in commissione Affari Costituzionali al Senato, una maggioranza composta da Pdl, Lega Nord, Udc e varie formazioni centriste ha approvato una bozza di riforma che prevede una soglia molto alta, il 42,5%, per ottenere un premio di maggioranza del 12,5% necessario a governare.

La legge attuale, il cosiddetto Porcellum, non fissa nessuna soglia per il premio di maggioranza - solo una barriera minima per l'ingresso in Parlamento - ma la Corte Costituzionale ha da tempo invitato il parlamento a modificare la normativa, indicando con precisione qual è il livello raggiunto il quale la lista o coalizione vincente può ottenere il "bonus" di seggi.

Secondo il Pd, la bozza di legge serve solo a impedire la vittoria del centrosinistra e a favorire il varo di nuovo governo Monti dopo le elezioni dell'aprile 2013.

In Italia le due più note riforme elettorali degli ultimi anni, i cosiddetti Mattarellum e Porcellum, vennero fatte nella fase terminale della legislatura, pochi mesi prima del voto.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Beppe Grillo mentre attraversa a nuoto lo Stretto di Messina, 10 ottobre 2012. REUTERS/Antonio Parrinello