Legge elettorale, Bersani: nessun aiuto Pd su soglia 42,5%

venerdì 9 novembre 2012 16:11
 

ROMA (Reuters) - La proposta di modifica della legge elettorale a firma Pdl, Udc e Lega, che fissa un premio di maggioranza per chi raggiunga il 42,5% dei voti, condanna alla ingovernabilità e il Pd resta contrario.

Lo ha detto stamani il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ribadendo la sua preferenza per il maggioritario con doppio turno o comunque per un bonus di governabilità per chi arriva primo.

L'ex ministro dell'Industria ha poi ribadito la sua disponibilità a che il presidente del Consiglio Mario Monti continui a dare il proprio contributo al Paese, ma senza specificare con quale incarico.

E sulle primarie del centro sinistra, si è detto fiducioso che se andranno bene, con alta partecipazione, "il giorno dopo non ci ammazza più nessuno".

"Non abbiamo mai preteso con 30% dei voti di avere il 55%. Stiamo dicendo che chi vince, partito o coalizione, deve avere un ragionevole premio di governabilità senza pretendere la maggioranza assoluta, ma almeno un azionista di riferimento che sia in condizione di formare il governo", ha detto Bersani a Radio Anch'io ritenendo che il 42,5% sia una "asticella altissima che non raggiungerà nessuno, si va a messaggio di ingovernabilità".

"Non sto ragionando per il Pd ma per l'Italia e non intendo prendermi la responsabilità di portare il Paese alla ingovernabilità. Non si può chiedere a noi nessun aiuto su una legge elettorale se non si ragiona su questo punto".

Per il segretario del Pd, "solo il doppio turno di collegio risolverebbe il problema ma non lo vogliono. Con il 30% metti in condizione chi non ti ha votato di fare una seconda scelta".

Più tardi, a margine di un convegno al Politecnico di Milano, Bersani ha precisato il suo pensiero e i suoi timori: :"Il punto fermo è la governabilità. Un anno fa potevamo andare al voto con il Porcellum, non saremmo stati messi male, ma abbiamo detto prima di tutto l'Italia. E anche adesso diciamo prima di tutto l'Italia. Chiediamo una legge elettorale che quella sera faccia sapere al mondo chi governa, perchè non sarà così quella serà sull'Itlaia potrà scatenarsi uno tsunami".

Con un premio che scatta al 42,5% per governare ci vorrebbe un'alleanza più vasta di quelle prospettate finora, e la mancanza di un netto vincitore alle elezioni di primavera aprirebbe - secondo gli osservatori - le porte ad un nuovo governo di Mario Monti, come auspica il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, e una parte del Pdl.

Per uscire dall'impasse e riuscire a fare una legge condivisa da tutti gli schieramenti, come chiede il Quirinale, sul tavolo di Pdl, Udc e Pd c'è una proposta di mediazione di Roberto D'Alimonte, professore di Scienza della politica alla Luiss e collaboratore del Sole 24 Ore, che prevede un premio del 14% dei seggi per la coalizione che arriva al 40% dei voti, e se nessuno riesce a toccare questa barra, un premio del 10% al partito che arriva primo.

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Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. REUTERS/Jean-Philippe Arles