Legge stabilità, niente accordo dentro maggioranza su modifiche

giovedì 8 novembre 2012 17:41
 

ROMA (Reuters) - Non c'è ancora un accordo su come riscrivere la Legge di stabilità.

A più di una settimana dall'annuncio che la manovra fiscale sarà rivista, il confronto tra governo e maggioranza non si è ancora concluso tanto che dovrebbe saltare l'incontro odierno fra il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, e i relatori Pierpaolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl).

A pesare non sono i contrasti con l'Esecutivo quanto le diverse priorità politiche dei singoli partiti, emerse durante l'incontro di questa mattina fra i relatori e il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo.

"O arrivano risposte serie dalla maggioranza o non ci sto", ha detto Brunetta ammettendo le divergenze dentro la maggioranza.

Obiettivo di Pdl, Pd e Udc è sostituire al taglio dell'Irpef una riduzione del cuneo fiscale, mantenere inalterata l'aliquota Iva del 10% e cancellare in gran parte la stretta a deduzioni e detrazioni.

Le risorse residue da redistribuire ammontano a 1,1 miliardi nel 2013, a 3,1 miliardi nel 2014 e a 2,5 miliardi nel 2015. Il Pd vorrebbe aumentare le detrazioni sul lavoro dipendente, il Pdl preme per rafforzare le misure di stimolo alla produttività e ridurre l'Irap, mentre l'Udc vuole aumentare gli stanziamenti a favore delle famiglie.

Dove i partiti sono concordi è nel chiedere al governo una soluzione per gli esodati, i lavoratori che dopo la riforma previdenziale di fine 2011 rischiano di trovarsi senza lavoro nè pensione.

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Il premier Mario Monti. REUTERS/Damir Sagolj