Siria, ribelli sparano contro palazzo Assad, ma lo mancano

mercoledì 7 novembre 2012 12:01
 

AMMAN (Reuters) - I ribelli siriani hanno sparato colpi di mortaio contro il palazzo del presidente Bashar al Assd a Damasco, ma lo hanno mancato, in un attacco che sottolinea la crescente audacia delle forze che combattono per mettere fine ai 42 anni di potere della sua famiglia.

I residenti hanno riferito a Reuters che colpi di grosso calibro sono caduti sul distretto residenziale che ospita gli alawiti, la confessione religiosa musulmana a cui appartiene anche Assad.

Secondo i media di stato, almento tre persone sono morte e sette sono rimaste ferite in quello che è stato descritto come un "attacco terroristico".

La guerra in Siria, che minaccia di diffondere instabilità in tutto il Medio Oriente, rappresenta una delle sfide più importanti in politica estera per il presidente Usa Barack Obama, all'inizio del suo secondo mandato.

L'offensiva segue di circa 24 ore una serie di attacchi di rappresaglia in altri quartieri della Capitale.

Ieri un'auto-bomba è esplosa vicino a una moschea di al-Qadam, un quartiere popolare sunnita, provocando decine di morti e feriti, hanno riferito attivisti dell'opposizione.

Al-Qadam, che è una roccaforte dei ribelli, è stato il bersaglio di un pesante bombardamento dell'artiglieria e dell'aviazione governativa per parecchie settimane.

Le offensive condotte dalle forze di sicurezza nel giro di poche settimane hanno distrutto interi quartieri di Damasco e anche di altre città. Ma nonostante questo i sostenitori del regime di Assad non sembrano in grado di sconfiggere i ribelli.

Intanto, sempre oggi, il primo ministro britannico David Cameron, che ha aveva ipotizzato di offrire l'immunità ad Assad in cambio delle sue dimissioni, ha detto che il presidente siriano deve essere processato.

"Vorrei vedere il presidente Assad di fronte alla giustizia internazionale per i spaventosi crimini che ha compiuto contro il suo popolo" ha detto Cameron durante una visita a Zaatari, un campo che ospita 30.000 profughi siriani in Giordania.

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Forze lealiste al presidente siriano Bashar al-Assad nel distretto di Harsta, vicino Damasco, dopo combattimenti contro i ribelli del Libero esercito siriano. REUTERS/SANA