Legge elettorale, Pdl-Udc fissano soglia premio. Pd: è contro di noi

martedì 6 novembre 2012 19:05
 

di Roberto Landucci

ROMA (Reuters) - Una maggioranza di centrodestra, diversa da quella che sostiene il governo di Mario Monti, ha approvato oggi in una commissione del Senato un emendamento al disegno di legge di riforma elettorale che fissa al 42,5% la soglia minima di voti perché la coalizione o il singolo partito che si aggiudicano il primo posto alle elezioni ottengano il premio di maggioranza.

Il Pd, che ha votato contro assieme all'Idv, ha accusato gli altri partiti di avere concepito una norma ad hoc per impedirgli di governare dopo le elezioni del 2013, alle quali si presenterà assieme al Sel di Nichi Vendola in una coalizione accreditata ora dai sondaggi in testa con poco più del 30% dei consensi.

In Parlamento si discute da mesi di riforma elettorale, ma Pd e Pdl, i due maggiori partiti che sostengono Monti, non hanno mai trovato un accordo, nonostante i numerosi appelli del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a cambiare le regole in tempo per il voto di primavera.

L'impasse ha portato lo stesso Monti a dire oggi che un intervento del governo sulla materia per cambiare la legge elettorale è "tecnicamente immaginabile", ma "politicamente sarebbe di molto preferibile che quest'opera fosse compiuta dalle forze politiche".

Il testo base di riforma in discussione alla commissione Affari costituzionali del Senato, varato l'11 ottobre con i voti di Pdl, Udc, Lega Nord e forze minori, ma con Pd e Idv contrari, prevede un sistema proporzionale con un premio di maggioranza per la coalizione pari al 12,5% dei seggi e una soglia di sbarramento del 5% per le singole liste (che scende al 4% se si presentano coalizzate). Inoltre si propone di reintrodurre, sia pure parzialmente, il voto di preferenza.

Con la medesima maggioranza la commissione ha approvato oggi la norma che fissa al 42,5% la soglia minima dei voti per ottenere il premio del 12,5% (la somma darebbe il 55%, cioè la percentuale di seggi di Camera che costituiscono il premio di maggioranza secondo la legge in vigore)

Apparentemente questa modifica accoglie le critiche della Corte costituzionale alla legge attuale laddove non fissa una percentuale di voti minima per la coalizione vincente, rendendo possibile - soprattutto in un contesto politico molto frammentato - una forbice sporporzionata tra voti e seggi ottenuti.

Ma rischia di non dare all'alleanza Pd-Sel la maggioranza assoluta nel nuovo parlamento, aprendo così la strada all'ipotesi accarezzata dall'Udc di Pier Ferdinando Casini e da diversi esponenti del Pdl di un nuovo governo di Mario Monti sostenuto da un fronte trasversale di partiti.   Continua...

 
Un seggio elettorale a Palermo, in occasione delle elezioni siciliane, 29 ottobre 2012. REUTERS/Massimo Barbanera