Governo, Bersani: chi vuole Monti-bis "è fuori come un balcone"

lunedì 5 novembre 2012 17:24
 

ROMA/TORINO (Reuters) - Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, chi volesse dar vita a un sistema elettorale che non produca un vero vincitore per lasciare spazio a un Monti-bis nella prossima legislatura "è fuori come un balcone".

"Il retropensiero è: facciamo una legge elettorale da cui escano tutti nanetti e viene fuori il Monti-bis. Chi pensa questo è fuori come un balcone: dalla palude viene fuori la palude, un rischio mortale per il Paese, si rivota dopo sei mesi", ha detto oggi Bersani nel corso di una video-chat sul sito web del quotidiano 'La Stampa'.

Non è la prima volta che il leader democratico esclude la possibilità di sostenere un nuovo governo guidato dall'attuale premier Mario Monti, affermando che è impossibile governare con il Pdl. Fonti vicine a Bersani hanno però in passato detto che in caso di pareggio elettorale l'opzione sarebbe quella di un governo di coalizione.

Bersani ha però assicurato di volere per Monti un "alto ruolo" dopo le elezioni.

Il Pd, ha ripetuto anche oggi Bersani, vuole un sistema elettorale con un "decente premio" al primo partito di maggioranza in modo da determinare nella maggioranza chi è "l'azionista di riferimento" e "che dia un minimo di governabilità". Bersani ha anche ipotizzato una riforma per la quale non si voti su liste bloccate ma in collegi dove si affrontano un candidato per ogni lista.

La riforma della legge elettorale è ancora al centro della trattativa fra i maggiori partiti. In assenza di un accordo in commissione Affari costituzionali al Senato - che riprenderà domani la discussione - la questione passerebbe all'esame dell'aula. Nelle settimane scorse, una maggioranza composta dal Pdl, la Lega, l'Udc e altri centristi si è espressa a favore di un premio di maggioranza alla lista o alla coalizione del 12,5%, di una soglia di sbarramento del 5% e del ritorno delle preferenze sulla scheda.

Parlando poi a margine di una visita al nuovo polo universitario di Lungo Dora Siena a Torino, Bersani ha anche confermato che non intende ricandidarsi al prossimo congresso. "Non mi ricandiderò segretario, credo che al prossimo congresso debba girare la ruota".

"Io adesso sono segretario fino al prossimo congresso", ha aggiunto ricordando che "non c'entrano le primarie con il congresso del Pd, ma sono fatte da tutti i progressisti, non solo da quelli del Pd, per scegliere il candidato dei progressisti alla guida del governo del Paese".

Bersani ha inoltre confermato la sua posizione sulla linea ferroviaria Torino-Lione. "Sulla Tav ci vogliono legalità e sicurezza e le decisioni prese democraticamente devono essere attuate e applicate. Bisogna comunque continuare ad operare per mitigare gli impatti, per ragionare, discutere, e credo che questa sia la linea da tenere con grande duttilità e grande fermezza".   Continua...

 
Il segretario del Pd leader Pierluigi Bersani, Roma, 2 maggio 2012. REUTERS/Tony Gentile