Province, da taglio numero risparmi per massimo 500 mln, dice studio

lunedì 5 novembre 2012 13:06
 

ROMA (Reuters) - La riduzione del numero delle province italiane da 86 a 51, così come decisa dal governo, produrrà risparmi nella migliore delle ipotesi dell'ordine di 500 milioni di euro all'anno: un quarto rispetto a quanto si potrebbe risparmiare con la soppressione totale di questi enti che alleggerirebbe la spesa pubblica di almeno 2 miliardi di euro all'anno.

È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell'Istituto Bruno Leoni.

Le stime hanno evidenziato, scrive il ricercatore dell'Ibl Andrea Giuricin, "che la riforma Monti potrebbe portare fino a 469 milioni di euro di risparmi. In questo calcolo sono sovrastimati i risparmi e non viene incorporata un'eventuale riduzione del personale".

I maggiori risparmi, continua lo studio, deriverebbero "sia da maggiori economie di scala, con una gestione congiunta delle funzioni provinciali da parte di altri livelli di governo, che da una riduzione dei costi di amministrazione e controllo, vale a dire l'apparato che serve per mantenere in piedi il livello provinciale".

La maggior parte dei tagli "deriva dalla fusione delle Province e dal risparmio dovuto a una riduzione dei costi di amministrazione e controllo. Si stima inoltre che i costi della politica possano ridursi del 50 per cento, fino ad arrivare a 70 milioni di euro e si tiene in conto che la gestione di Province più grandi possa portare a delle economie di scala per un ulteriore risparmio di 150 milioni di euro".

L'Istituto di ricerca però fa notare che la riforma comporta anche "dei costi aggiuntivi, quale l'indizione di nuove elezioni nel 2013, con un costo aggiuntivo (una tantum) di 400 milioni di euro".

I ricercatori dell'Istituto si dicono favorevoli all'eliminazione totale delle province che a loro dire farebbe risparmiare "oltre 2 miliardi di euro l'anno, vale a dire oltre 4 volte il risparmio raggiungibile tramite la riforma Monti".

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