5 novembre 2012 / 07:53 / 5 anni fa

G20 preoccupati per fisco Usa, fragilità Europa

Il leader mondiali al tavolo del G20 a Los Cobos in Messico.Mexico Presidency/Handout

CITTA' DEL MESSICO (Reuters) - Le Venti maggiori economie mondiali hanno chiesto agli Stati Uniti di agire con decisione per evitare che scattino tagli automatici della spesa insieme ad aumenti delle tasse previsti per l'inizio del prossimo anno, provocando un forte impatto recessivo sull'economia mondiale.

A meno di un'azione rapida da parte del Congresso statunitense dopo le elezioni di martedi 6, gli Usa rischiano il cossiddetto 'fiscal cliff', una manovra di restrizione fiscale di circa 600 miliardi di dollari dal 1 di gennaio del 2013.

"Se gli Stati Uniti falliscono sul fiscal cliff, l'America subirà un duro colpo, come pure l'economia mondiale e quella giapponese", ha detto il governatore di Banca del Giappone Masaaki Shirakawa prima dell'incontro dei ministri delle Finanze e dei governatori G20. "Per questo ogni paese del Gruppo dei Venti chiederà agli Stati Uniti di agire fermamente".

Le elezioni per il presidente e il Congresso Usa martedi' 6 hanno ritardato l'azione sui problemi fiscali dell'America.

"L'orologio sta ticchettando, il fiscal cliff si fa sempre più vicino" ha detto nella notte un alto funzionario G20, spiegando il senso di urgenza durante la riunione di domenica sul problema Usa.

Tuttavia la fonte, a conoscenza della discussione che si è svolta alla cena dei ministri, ha aggiunto che c'è consapevolezza riguardo al problema e che c'è fiducia in una soluzione positiva.

"Il G20 crede che si verificherà un qualche tipo di accordo bipartisan nel congresso Usa per disinnescare il problema del fiscal cliff".

Il ministro delle Finanze canadese Jim Flaherty ha detto che, in termini di rischi di breve termine per l'economia globale, il problema statunitense è più importante della crisi del debito europea.

Il ministro delle Finanze della Corea del Sud Bahk Jae-wan ritiene che l'economia globale soffrirà nel primo trimestre del prossimo anno a causa dell'incertezza legata al fiscal cliff, ma è fiducioso sul fatto che il Congresso Usa troverà il modo di sistemare le cose.

"Penso che, rispetto alla crisi della zona euro, questo sia un problema molto più facile da risolvere," ha detto Bahk Jae-wan a Reuters.

La crisi dell'economia dell'euro, che è scoppiata più di due anni fa, si fatta meno pressante dopo che la Banca centrale europea, a settembre, si è detta pronta a comprare titoli di Stato dei paesi in difficoltà che faranno richiesta di un sostegno internazionale. Tuttavia, gli investitori rimangono preoccupati riguardo al se e quando la Spagna chiederà un bailout e su come verranno risolti i problemi della Grecia.

Nella bozza del comunicato che i G20 stanno stilando si afferma che ci sono forti rischi che pesano sull'economia globale, tra cui i problemi dell'Europa e le fragilità del Giappone.

"La crescita mondiale rimane modesta, i rischi sono elevati e includono possibili ritardi nella complessa attuazione delle politiche annunciate di recente in Europa, un potenziale restringimento della politica fiscale negli Stati Uniti e in Giappone insieme a una crescita più debole nei paesi emergenti e possibili shock di offerta in alcuni mercati delle materie prime", dice una versione preliminare del comunicato secondo quanto riferito da una fonte G20. La versione finale è attesa lunedi, al termine dei colloqui.

Funzionari dei G20 spiegano che quando si parla di ritardi delle misure europee ci si riferisce alle differenze emerse tra i governi su come costruire l'unione bancaria, considerata un passo importante per sostenere il fragile sistema finanziario europeo. Italia, Francia e Spagna sono frustrate dalla cautela con cui la Germania vuole procedere su questa strada.

Un funzionario del G20 a conoscenza della discussione dei ministri ha detto che il problema di come rimettere la Grecia su un percorso sostenibile di riduzione del debito rimane un nodo cruciale per l'Europa, che si è avviata su un percorso di risanamento ma deve ancora risolvere diversi problemi.

"Diversi nodi devono venire al pettine nelle prossime settimane, uno di questi è la Grecia", ha detto la fonte G20, aggiungendo, però, che non c'è stata una discussione su singoli paesi europei.

Si è parlato, invece, e si discuterà anche domani di come ridurre l'impatto negativo sulla crescita mondiale derivante dalle politiche di austerità.

"Si dibatte di come suddividere il peso del consolidamento fiscale tra paesi G20", ha detto la fonte.

Un mese fa, nella riunione annuale del Fondo monetario internazionale a Tokyo, proprio l'Fmi aveva lanciato il sasso, dicendo che, secondo recenti valutazioni economiche, le politiche di austerità adottate dopo la crisi stanno avendo conseguenze negative più forti di quanto previsto sulla crescita.

Questo argomento non trova sponda nella Germania, che spinge in questi giorni perchè i G20 indichino nuovi target di riduzione del deficit e del debito oltre il 2016.

Difficile che si arrivi a una decisione su questo fronte anche perchè il meeting conta diversi assenti.

La riunione, l'ultima della presidenza messicana del G20, non vedrà la partecipazione di alcune figure di spicco come il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner - che dovrebbe lasciare l'incarico dopo le elezioni Usa - il presidente della banca centrale europea - Mario Draghi - e alcuni alti funzionari cinesi.

ha collaborato Francesca Landini da Città del Messico

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