Legge stabilità, 2 miliardi in 2013 per taglio cuneo e sociale

venerdì 2 novembre 2012 15:00
 

ROMA (Reuters) - A meno che il governo non fornisca risorse aggiuntive, vale al momento 2 miliardi la dote disponibile nel 2013 per finanziare il taglio del cuneo fiscale e gli interventi a favore dei ceti deboli.

L'accordo siglato mercoledì tra governo e maggioranza punta a riscrivere la Legge di stabilità sulla base di tre direttrici: taglio del cuneo fiscale anziché dell'Irpef, sterilizzazione dell'aliquota Iva al 10% e abolizione della retroattività al 2012 per i nuovi limiti a detrazioni e deduzioni.

I tecnici di Via XX settembre stanno ancora studiando tutte le possibili soluzioni ma la struttura della manovra permette già ora di farsi un'idea dei concreti margini di intervento.

Abolire il taglio di un punto delle prime due aliquote Irpef sui redditi fino a 28.000 euro consente di liberare 4,27 miliardi circa.

Evitare l'aumento di un punto dell'aliquota Iva al 10% dal prossimo mese di luglio brucia però 1,16 miliardi, assumendo le previsioni contenute nella manovra correttiva di dicembre.

Eliminare la retroattività al 2012 dei nuovi limiti a deduzioni e detrazioni comporta un onere di poco superiore al miliardo di euro, tenendo conto degli effetti finanziari prodotti dal gioco di acconti e saldi.

La dote residua a disposizione del Tesoro ammonta quindi a poco più di 2 miliardi di euro dal momento che l'abolizione della clausola di salvaguardia sul Tfr assicura altri 170 milioni.

A conti fatti ci sarebbero risorse sufficienti per tagliare di un punto il cuneo fiscale in termini di minore Ires e Irpef (Irap esclusa), che la relazione tecnica alla manovra di dicembre ha stimato proprio in 2,1 miliardi.

Bisognerà vedere come sarà riscritta in concreto la Legge di stabilità. I partiti di maggioranza hanno idee diverse su come utilizzare i fondi. Il relatore del Pdl, Renato Brunetta, ha suggerito di raddoppiare la dote per la produttività (1,2 miliardi nel 2013 e 400 milioni nel 2014). Il Partito democratico insiste per aumentare gli stanziamenti a favore delle fasce più deboli della popolazione e trovare nuove risorse per gli esodati, i lavoratori che dopo la riforma previdenziale rischiano di trovarsi nei prossimi mesi senza lavoro e senza pensione.   Continua...

 
Il palazzo del Ministero delle Finanze a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY)