Approvata la nuova legge anti-corruzione, i punti principali

mercoledì 31 ottobre 2012 12:38
 

di Roberto Landucci

(Reuters) - Le nuove norme per rendere più efficace la lotta alla corruzione sono state approvate in via definitiva questa mattina dalla Camera dopo il voto di fiducia incassato dal governo ieri sera, il terzo del suo complicato iter parlamentare. Il sì definitivo della Camera è giunto questa mattina con 480 sì, 19 no e 25 astenuti.

La legge si divide in due parti: una che rivede fattispecie e sanzioni dei reati contro la pubblica amministrazione e un'altra che contiene misure di "prevenzione" della corruzione, attivando nuove procedure e controlli negli uffici.

LE NUOVE MISURE PENALI: LA CONCUSSIONE SPACCHETTATA

Al vertice della piramide rimane il reato di concussione, articolo 317 del codice penale, che è distinto dalla corruzione per il soggetto attivo: nella concussione è il pubblico ufficiale che costringe, abusando dei suoi poteri, il privato a pagare la tangente; nella corruzione è il privato che "convince" con denaro o altra utilità il pubblico ufficiale ad agire nel suo interesse.

La nuova legge tuttavia limita la concussione alla sola ipotesi che il pubblico ufficiale abbia costretto, con la minaccia derivante dalla sua autorità, un altro soggetto a pagare. In questo caso la pena minima è aumentata dagli attuali 4 anni a 6 anni, rimanendo invariata la massima di 12 anni.

Dalla concussione viene invece scorporata - è questa la più controversa novità della legge - l'ipotesi di "indebita induzione a dare o promettere denaro o altra utilità", dove la forchetta della pena per il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio si abbassa a 3-8 anni e si prevede una pena anche per il privato (fino a 3 anni). Chi paga una tangente non perché "costretto", ma solo perché "indotto" a farlo, non potrà più contare sull'immunità.

CORRUZIONE

Il codice penale non viene modificato in questo capitolo nel suo impianto originario. Gli interventi normativi riguardano la sostituzione dell'attuale articolo 318 del codice penale relativo alla corruzione per atto conforme ai doveri d'ufficio con la nuova fattispecie di corruzione per l'esercizio della funzione (pena da un minimo di 1 ad un massimo di 5 anni), in grado di fornire una copertura anche all'ipotesi del funzionario "a libro paga" dell'imprenditore.   Continua...

 
La Camera dei deputati in una foto del 22 settembre 2011, quando la maggioranza di centrodestra votò contro l'arresto di parlamentare un ex collaboratore del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Alessandro Bianchi