Sondaggi, Pdl in caduta libera, verso la frammentazione

venerdì 5 ottobre 2012 12:12
 

di Paolo Biondi

ROMA (Reuters) - Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani indicano un crollo del Pdl al 15%: tutti i tre ultimi sondaggi pubblicati lo indicano come il terzo partito ad una distanza di almeno 10 punti percentuali dal primo (il Pd).

Questa mattina è stato reso noto il sondaggio Swg per il programma Agorà Rai nel quale il Pdl è indicato al 15%. Ieri era stato reso noto il sondaggio Ipr per il Tg3 che indicava anch'esso un Pdl al 15%. Il più generoso dei sondaggi risale ormai a martedì scorso quando Nando Pagnoncelli dell'Ipsos rese noto alla trasmissione Rai Ballarò un sondaggio con il Pdl al 18,5%, la più generosa delle tre rilevazioni, generosa però anche nei confronti del primo partito, il Pd, visto sopra il 28%.

L'altro dato che si deduce da questi sondaggi è che la somma di Pdl e Lega, cioè la coalizione che vinse le ultime elezioni politiche nella primavera del 2008, è ormai vista intorno al 20%, ampiamente sotto il primo partito.

Questi dati, inoltre, non tengono conto ovviamente della scesa in campo del nuovo partito di Giulio Tremonti, annunciata l'altro ieri alla stampa estera, rilanciata oggi con una intervista al Corriere della sera e che sarà ufficializzata nel prossimo weekend in una convention convocata a Riccione. E' molto probabile che il partito di Tremonti vada a rosicchiare altri voti nel bacino del Pdl e della Lega.

Dove sono finiti questi voti? Secondo Roberto D'Alimonte, esperto di elezioni e flussi elettorali ed editorialista del Sole 24 Ore, per ora sono parcheggiati soprattuto nel non voto, giunto secondo il professore alla ragguardevole quota di 14 milioni del corpo elettorale, circa il 40%.

Secondo esponenti politici interpellati da Reuters, questo "processo di frammentazione del Pdl" potrebbe accelerare la scesa in campo di altri protagonisti a iniziare dall'Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, che ha annunciato una convention nei prossimi giorni, e da Fermare il declino, il movimento lanciato dal giornalista Oscar Giannino e da alcuni economisti che ha esplicitamente detto di voler essere liberista nel programma econmico e di centrodestra come collocazione politica.

Non è un caso dunque che Silvio Berlusconi abbia finora tentennato e rinviato ogni sua "discesa in campo". Secondo quanto scrive questa mattina il Foglio di Giuliano Ferrara, considerato molto vicino al Cavaliere, Berlusconi avrebbe intenzione di lanciare il 2 dicembre prossimo a Roma, dall'auditorium di via della Conciliazione, una nuova formazione di centrodestra che si presenterà però programmaticamente come federazione di partiti e movimenti diversi e dovrebbe chiamarsi Centrodestra italiano.

L'esperienza del Pdl sembra dunque giunta al capolinea, una fine accelerata dagli scandali giudiziari che a iniziare dalle Regioni Lazio e Lombardia, proseguendo con Piemonte, Calabria e Campania, stanno colpendo le amministrazioni di punta guidate dal centrodestra.

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L'ex premier Silvio Berlusconi. REUTERS/Sebastien Pirlet