Fiat, partiti critici verso l'azienda dopo incontro sabato

lunedì 24 settembre 2012 15:24
 

ROMA (Reuters) - Tutte critiche le reazioni degli esponenti dei partiti politici di destra e sinistra nei confronti della Fiat dopo l'incontro di sabato pomeriggio a palazzo Chigi con Mario Monti e altri esponenti del governo per illustrare lo stato di crisi dell'azienda in Italia.

Secondo i vari esponenti politici l'impressione è che l'azienda di Torino si attenda incentivi economici da parte del governo mentre, anche in forza delle varie sovvenzioni già incassate negli anni passati, secondo i partiti toccherebbe ora all'azienda fare investimenti per rafforzare i siti produttivi italiani.

"Nonostante gli sforzi del governo, mi pare che il problema Fiat rimanga del tutto aperto. Al tavolo di sabato c'era un convitato di pietra e cioè una nuova stagione di ammortizzatori sociali costosi per i lavoratori e per lo Stato, senza una prospettiva sicura", ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani in una nota.

Secondo il leader del Pd "ci vorranno anche altri e urgenti incontri con i protagonisti del settore auto: componentistica, reti commerciali, e organizzazioni sindacali. E' sull'intero settore che ci giochiamo un pezzo dell'avvenire del paese. Bisogna ragionare e intervenire con questo punto di vista".

Critiche anche dal fronte opposto. Ignazio La Russa, coordinatore nazionale del Pdl, afferma: "Dalla Fiat che ha avuto molto, anzi moltissimo, dall'Italia e dalle istituzioni italiane, ci si aspetta molto di più. I vertici del Lingotto continuano a rimanere larghi nel prendere e parchi nel dare".

La Russa non nasconde l'appoggio che la sua parte politica ha finora dato ai piani dell'Ad di Fiat Sergio Marchionne: "E' sicuramente un manager di valore, un filo al di sopra di molti altri più celebrati, ma il risultato del suo operato, a volte, è contrario rispetto alle aspettative di un'azienda che quando si è trattato di prendere si è identificata con l'Italia".

"Adesso bisogna passare dalle parole ai fatti. Le cose che non vanno sono due: innanzitutto, gli investimenti annunciati non sono stati messi in atto e, in secondo luogo, lo sanno tutti che il problema per le aziende è quello del carico della pressione fiscale, peraltro aumentata proprio sotto questo Governo. Quello che auspichiamo ora sono, da un lato, concreti investimenti da parte della Fiat, e, dall'altro, l'accoglimento della proposta sull'alleggerimento del peso fiscale sulle aziende e sul lavoro che presenterò in occasione degli Stati generali del Nord", dice in una nota il presidente della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota.

Secondo il presidente dei Verdi Angelo Bonelli "il governo sta dimostrando di avere una sudditanza nei confronti della Fiat e di Marchionne come dimostrano le conclusioni del vertice di sabato in cui non solo la casa automobilistica non ha dato alcuna garanzia su investimenti e sui livelli occupazionali ma non ha fornito nemmeno nessuna spiegazione sulle politiche industriali che intende seguire per recuperare il terreno perso sul mercato italiano ed europeo".

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L'incontro tra Fiat e governo di sabato scorso a Palazzo Chigi. REUTERS/ Palazzo Chigi/Handout