Siria, Italia apre a uso della forza per osservatori Onu

giovedì 14 giugno 2012 15:48
 

TORINO (Reuters) - La missione degli osservatori dell'Onu in Siria dovrebbe essere potenziata e tra le opzioni a cui l'Italia guarda con favore c'è quella di porla sotto il capitolo VII della Carta delle Nazioni unite, che dà al Consiglio di sicurezza il potere di autorizzare le sanzioni e l'uso della forza.

Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Giulio Terzi.

"E' certo che la missione di osservatori dell'Onu deve poter funzionare in modo efficace. Deve essere potenziata per avere un impatto reale su quello che sta avvenendo", ha detto il capo della Farnesina a margine di un evento a Torino.

"Nel potenziamento, in una possibile fase due di questa missione, ci potrebbe essere il ricorso al capitolo VII della Carta dell'Onu, cioè alla possibilità di dotare la missione di mezzi che le consentono di operare più liberamente nel Paese in condizioni di sicurezza", ha aggiunto.

I commenti di Terzi ricalcano quelli espressi ieri dal collega francese Laurent Fabius, secondo cui il piano Annan dovrebbe avere la protezione rafforzata del capitolo VII, "il che vuol dire renderlo obbligatorio e assistito da sanzioni molto dure".

Questa proposta non sembra incontrare affatto il favore della Russia, che accusa l'Occidente e i Paesi arabi di avere abusato di una risoluzione del Consiglio di sicurezza lo scorso anno per giustificare l'intervento armato in Libia.

Il piano di pace di Annan, che prevede l'intervento degli osservatori Onu, non è riuscito finora a fermare il massacro in Siria, dove oltre 10.000 persone sono state uccise dall'inizio dello scorso anno.

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