Camorra, 14 arresti,sequestro beni da 8 mln per traffico rifiuti
NAPOLI (Reuters) - Quattordici persone sono state arrestate oggi e 8 milioni di beni sono stati sequestrati nell'ambito di un'inchiesta sul traffico di rifiuti speciali.
Lo riferiscono i carabinieri di Nola, nel Napoletano, che hanno condotto l'operazione.
Per tutti, le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere, realizzazione di discariche non autorizzate e gestione illecita di rifiuti speciali oltre che frode in pubbliche forniture, truffa, intestazione fittizia di beni e altro. Reati aggravati dall'aver favorito un clan camorristico.
I rifiuti speciali -- plastica, amianto, bitume -- venivano sepolti sotto e all'interno di opere pubbliche da aziende che acquisivano grosse commesse in subappalto. Nell'indagine è stato sequestrato un tratto di superstrada tra Napoli e Avellino con chiare tracce di tali sostanze.
Nel corso di una conferenza stampa, il procuratore capo reggente Alessandro Pennasilico ha spiegato che l'appalto per la superstrada valeva 4 milioni di euro e prevedeva la realizzazione di 8 chilometri di percorso, per un totale stimato in 3 milioni di metri cubi di materiale.
Il materiale utilizzato, proveniente da rifiuti di vario genere, aveva un costo originario di 1,10 euro a metro cubo e, dopo vari passaggi, spacciato per terreno vegetale, è stato venduto a 6-7 euro. Nel tratto di strada sequestrato sono stati rinvenuti anche un ferro da stiro e copertoni.
"Così realizzata, l'opera, è pericolosa per la salute e per la sicurezza, poiché non è garantita la tenuta della strada", ha spiegato il procuratore.
Le società coinvolte utilizzavano diverse cave e sedi, localizzati nelle province di Napoli, Salerno e Caserta.
La Dia di Napoli ha sequestrato cinque delle 10 aziende coinvolte e ritenute legate al clan camorristico Fabbrocino, operante nell'area nolana e vesuviana. Nel corso dell'inchiesta erano già stati sequestrati beni per altri 17 milioni di euro circa.
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