Libia, capo Cnt: milizie potrebbero provocare guerra civile

mercoledì 4 gennaio 2012 13:53
 

TRIPOLI (Reuters) - La Libia rischia di scivolare in una vera e propria guerra civile se non riporta sotto controllo le milizie rivali che hanno riempito il vuoto lasciato dalla caduta di Muammar Gheddafi.

Lo ha detto Mustafa Abdel Jalil, presidente del Consiglio nazionale di transizione, dopo l'esplosione di violenza ieri nella Capitale, che ha provocato la morte di 4 combattenti di milizie in uno scontro nel centro città.

Passati oltre due mesi dalla cattura e dalla morte di Gheddafi, i nuovi governanti libici stanno ancora cercando di affermare la propria autorità, mentre i leader delle milizie rivali rifiutano di cedere il controllo dei loro combattenti e di deporre le armi.

"Ora ci troviamo tra due opzioni amare", ha detto ieri sera Jalil a una folla a Bengasi.

"Affrontiamo con severità queste violazioni (gli scontri tra le milizie) e mettiamo i libici di fronte a uno scontro militare che non accettiamo, oppure ci dividiamo, e allora sarà guerra civile".

"Se non c'è sicurezza, non ci sarà legge, né sviluppo né elezioni", ha detto Jalil.

Le milizie, messe in piedi da decine di diverse città e da diversi gruppi politici, sono state alla testa della guerra contro il regime di Gheddafi, col sostegno aereo della Nato, e ora sono riluttanti ad abbandonare il campo e sciogliersi.

Il Cnt ha iniziato a muoversi per creare una forza di polizia e un esercito che funzionino pienamente e sostituiscano le milizie, ma Jalil ha ammesso che i progressi sono ancora troppo lenti.

(Mahmoud Habboush)

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