Fondi europei, scoperta truffa da oltre 50 milioni di euro
MILANO (Reuters) - I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 23 tra persone e società -- sette dei quali denunciati per associazione a delinquere -- indagati per truffa aggravata nei confronti dell'Unione europea.
Lo riferisce una nota della Gdf, precisando che a tutti i soggetti indagati è stato inoltre contestato il reato transnazionale, mentre nei confronti di 3 enti è stata ascritta la responsabilità amministrativa.
L'indagine -- coordinata dai sostituti procuratori Grazia Pradella e Tiziana Siciliano -- è nata alla fine del 2008 da una segnalazione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) e ha riguardato raggruppamenti transnazionali di enti (pubblici e privati) e imprese, beneficiari di finanziamenti erogati direttamente dall'Unione europea nel settore dell'innovazione tecnologica e della ricerca.
Per ottenere il finanziamento era richiesto dal bando una partnership tra società di diversi stati membri, alcune delle quali risultate essere fittizie ed aventi sede in Inghilterra, Francia, Grecia, Austria, Svezia, Slovenia e Polonia.
Dalle indagine sarebbero emersi una serie di reati, dalla predisposizione di proposte (finalizzate all'ottenimento del finanziamento) riportanti informazioni non veritiere, alla rendicontazione di spese inesistenti o "gonfiate" con l'utilizzo di falsa documentazione contabile relativa a società italiane ed estere, all'inserimento in rendicontazione di soggetti inesistenti o del tutto ignari.
Secondo gli inquirenti, i contributi comunitari venivano poi distratti dagli indagati e destinati ad altri fini, mentre le attività di ricerca sono risultate essere "fasulle" o prive di applicazione concreta.
A conclusione delle indagini, svolte su 22 progetti finanziati dalla Commissione Europea, sono stati contestati in quanto illecitamente percepiti oltre 53 milioni di euro.
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