January 13, 2011 / 4:03 PM / 7 years ago

Consulta toglie a Berlusconi lo scudo automatico ai processi

5 IN. DI LETTURA

<p>La sede della Consulta a Roma.Max Rossi</p>

ROMA (Reuters) - La Corte Costituzionale ha bocciato oggi una parte consistente della legge sul legittimo impedimento, in una sentenza che toglie al premier Silvio Berlusconi, la garanzia del congelamento automatico dei suoi tre processi aperti a Milano.

La decisione è stata divulgata con un comunicato dell'ufficio stampa della Corte costituzionale.

La Consulta ha deciso che è illegittima la norma che obbliga il giudice a rinviare il processo al premier o ad un ministro fino a sei mesi sulla base di un semplice attestato della presidenza del Consiglio che l'imputato è impegnato a governare.

In parallelo la Consulta ha detto che spetta al giudice valutare in concreto se sussiste il legittimo impedimento a comparire in udienza.

I passaggi della legge bocciati risultano in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione sull'uguaglianza dei cittadini e con l'articolo 138 sulla revisione della Costituzione, si legge nel comunicato.

Secondo fonti della Consulta, la decisione è stata presa con 12 voti a favore e tre contrari.

Il taglio operato dalla Corte rischia di vanificare lo scopo della normativa, che era quello di fermare con certezza i tre processi a Berlusconi -- Mills e diritti tv Mediaset in primo grado e Mediatrade in fase di udienza preliminare -- per 18 mesi, fino all'ottobre 2011, quando la legge, come dice il suo testo, perderà efficacia.

"E' saltato lo scudo processuale introdotto per il presidente del Consiglio. Quando uscirà questa sentenza il premier andrà di nuovo incontro ai suoi processi", ha detto a Reuters il costituzionalista Marcello Cecchetti.

In una nota, palazzo Chigi riferisce che Berlusconi non intende commentare la sentenza. Ieri il premier aveva detto di essere "totalmente indifferente" all'esito della decisione della Corte, "perché si tratta di processi ridicoli, basati - come ho giurato sui miei figli - su fatti inesistenti", ma il suo ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato a caldo che, per effetto della sentenza, "il presidente del Consiglio continua ad essere palesemente oggetto di una persecuzione giudiziaria".

Ghedini: Giudici Hanno Equivocato.

L'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha abbozzato in un comunicato un apprezzamento per la Consulta per avere tenuto in piedi la struttura della legge ma, sostiene, i giudici costituzionali "hanno equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a maggior tutela del diritto di difesa".

A guardare il bicchiere mezzo pieno è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, secondo cui la sentenza "conferma il principio che l'esercizio della giurisdizione deve tenere conto della funzione di governo".

A questo punto, davanti ad una sentenza di parziale illegittimità, sarà la Corte di Cassazione a decidere se a primavera si farà il referendum abrogativo della legge, promosso dall'Idv di Antonio Di Pietro, dopo che ieri la stessa Consulta l'aveva autorizzato.

Ora, perché a Milano riprendano i processi a Berlusconi, bisognerà aspettare che il Tribunale, che ha sollevato i ricorsi, riceva le motivazioni della sentenza, dopodiché i presidenti di sezione fisseranno le date delle nuove udienze.

I Tre Processi Che Possono Ripartire

Un nuovo ostacolo di tipo processuale rischia di venire dai trasferimenti che nel frattempo hanno ottenuto alcuni giudici dei tre processi, perché questi potrebbero ripartire da zero con i nuovi magistrati.

Nel processo Mills, dove Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari, la presidente della sezione che lo sta giudicando, Francesca Vitale, è stata trasferita in Corte d'Appello. Il processo, che era sul punto di entrare nel vivo del dibattimento, esaurita la discussione dei temi di prova, potrebbe essere azzerato, a meno che il tribunale decida di "applicare" al processo fino alla sua conclusione il giudice già trasferito.

Per la prescrizione del reato di cui Berlusconi è accusato manca circa un anno e l'azzeramento del processo potrebbe impedire di arrivare a sentenza.

Anche il processo sui presunti fondi neri di Mediaset, in cui il premier è imputato per frode fiscale e falso in bilancio, potrebbe ricominciare da capo, dopo che il presidente di sezione Edoardo D'Avossa è stato nominato presidente di Tribunale a La Spezia. Il processo era andato avanti per circa tre quarti, ma per la prescrizione dei reati ci vuole ancora ben più di un anno.

Quanto al processo Mediatrade, dove Berlusconi è imputato per concorso in appropriazione indebita e frode fiscale, siamo alla fase di udienza preliminare e il cambio del Gup non dovrebbe incidere molto sui tempi, che si annunciano lunghi.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below