Fini si difende su casa. Matteoli: difficile resti al suo posto
ROMA (Reuters) - Gianfranco Fini ha negato di avere compiuto scorrettezze nella vendita da parte di Alleanza nazionale di una casa a Montecarlo, data poi in affitto al fratello della sua compagna, ma un ex dirigente di An ora in forza al Pdl, il ministro Altero Matteoli, sostiene che gli sarà difficile rimanere presidente della Camera per l'imbarazzo.
L'affare della casa, ceduta da una facoltosa sostenitrice ad An e in seguito venduta dal partito ad una società off-shore, è stato lanciato dal Giornale -- di proprietà della famiglia del premier Silvio Berlusconi -- sostenendo che la casa fu venduta ad un prezzo inferiore a quello di mercato, e sottolineando che a prenderlo in affitto è stato poi una persona di famiglia di Fini.
Sulla compravendita sta indagando anche la magistratura di Roma, che finora non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati, ma a 10 giorni dalla rottura con Berlusconi e il Pdl e la creazione in Parlamento di gruppi autonomi indispensabili alla maggioranza di governo, per Fini l'affare è la prima seria difficoltà sul suo nuovo cammino politico.
"In quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere né tantomeno da temere per la vicenda monegasca", ha detto ieri in una nota.
Le ripercussioni politiche della vicenda sono forti, perché Fini ha fatto della legalità e della moralità uno dei suoi cavalli di battaglia che l'hanno portato in collisione con Berlusconi e ora la sua nuova forza politica potrebbe bloccare in Parlamento i disegni di legge sulla giustizia cari al premier.
Il Giornale ipotizza un parallelo con la vicenda dell'ex ministro Claudio Scajola, del Pdl, che ha dato le dimissioni perché avrebbe comprato una casa nel centro di Roma anche con il contributo di un imprenditore edile che faceva affari con la pubblica amministrazione.
"Saprà lui come comportarsi. Certo, immagino le difficoltà che avrà d'ora in poi nell'occupare un ruolo di garanzia, che richiede assoluta obiettività e serenità", ha detto oggi a Repubblica Matteoli, che è stato dirigente di An sotto la leadership di Fini, ma ora non l'ha seguito nella secessione dal Pdl.
Nella sua lunga dichiarazione scritta, il presidente della Camera ha detto che il valore dell'appartamento era di circa 225.000 euro, ma aveva bisogno di profondi restauri, e che per tale valore fu iscritto nel bilancio di An.
Nel 2008 la casa fu venduta per 300.000 euro, dopo che Giancarlo Tulliani, il fratello della compagna Elisabetta Tulliani, aveva detto a Fini che c'era una società interessata nell'acquisto. Continua...

