Università: Senato approva ddl Gelmini, dopo estate alla Camera
ROMA (Reuters) - L'Aula del Senato ha approvato oggi il controverso ddl Gelmini di riforma dell'università, a cui erano stati presentati oltre 400 emendamenti di cui un'ottantina della stessa maggioranza.
Il provvedimento, approvato Con 152 voti favorevoli, 94 contrari e un astenuto, dice il sito web di Plaazzo Madama, dopo la pausa estiva passerà alla Camera.
Il ddl, presentato lo scorso novembre dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, prevede tra le altre cose nuove regole per il reclutamento dei professori, mandati a tempo per i rettori, contratti a tempo determinato e test d'inglese per i ricercatori, l'istituzione di un fondo per gli studenti meritevoli e i docenti migliori.
Secondo il governo, "il ddl elimina sprechi e privilegi, rivede la governance degli atenei, punta sul merito, apre le porte ai giovani", come ha spiegato il ministro dell'Istruzione, che due giorni fa in Senato è tornata a difendere una riforma tesa a sburocratizzare il mondo accademico puntando su criteri di merito.
Gelmini ha detto di aver trovato sul ddl la disponibilità della "grande maggioranza" dei 20mila ricercatori, e ha sottolineato di avere recuperato, rispetto ai tagli originari di 672 milioni di euro per il 2010, 400 milioni in Finanziaria.
SI TEMONO ATENEI SENZA RISORSE, CON PRECARI SOTTOPAGATI
Ma docenti, ricercatori e studenti in questi mesi hanno protestato contro la riforma, sostenendo che è destinata a mutare radicalmente il funzionamento e la missione dell'università, alterandone la natura aperta e democratica, disegnando un'università pubblica sempre più povera di risorse e qualità, popolata di precari sottopagati.
Una proiezione della Conferenza dei Rettori diffusa nei mesi scorsi stima che al primo gennaio 2011 si registrerà l'insostenibilità finanziaria per gran parte degli atenei Italiani, molti dei quali sono già oggi in difficoltà.
Il ministro Gelmini ha risposto alle proteste dichiarando che "bisogna avere il coraggio di cambiare, di guardare ad una università moderna", e accusando chi critica la riforma di "ripetere vecchi slogan".
In Senato Gelmini ha detto che chiederà più fondi, ma ha richiamato l'attenzione sul fatto che le attuali difficoltà dell'università sarebbero il frutto di anni di gestione irresponsabile delle risorse.
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