Iraq, via al voto all'estero: alta partecipazione dei sunniti
DAMASCO (Reuters) - Gli arabi sunniti iracheni hanno votato in massa nelle elezioni che si sono aperte oggi fuori dal Paese, dove invece le consultazioni si terranno il 7 marzo.
"Non vogliamo che la nostra voce vada di nuovo persa", spiega Haitham al-Saeed, rifugiatosi in Siria cinque anni fa mentre a Baghdad scoppiava la violenza settaria. "Ho votato per la lista che penso che più probabilmente riporterà la sicurezza in Iraq".
Gli arabi sunniti, che sotto Saddam Hussein erano generalmente una minoranza privilegiata, dopo l'invasione del 2003 guidata dagli Usa hanno partecipato poco alle elezioni, permettendo a sciiti e curdi di estendere la loro presenza politica nell'era post-Saddam.
Le elezioni per il rinnovo del parlamento sono fissate per domenica in Iraq, ma in altri 16 Paesi le urne hanno già aperto.
Il giudice Qasim al-Aboudi, alto funzionario dell'Alta Commissione Elettorale Indipendente irachena, ha detto nel corso di una conferenza stampa a Baghdad che circa 1,4 milioni di espatriati hanno diritto al voto.
Si stima siano due milioni gli iracheni rifugiati all'estero. Tra i Paesi in cui è in corso il voto, Giordania, Iran, Egitto, Svezia, Usa, Gran Bretagna.
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