Ciancimino: Forza Italia frutto trattativa Stato-mafia

lunedì 8 febbraio 2010 17:06
 

PALERMO (Reuters) - Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, ha detto oggi, deponendo come testimone al processo per favoreggiamento a carico dell'ex comandante del Ros Mario Mori, che suo padre gli disse che Forza Italia era frutto di una trattativa con Cosa Nostra.

"Mio padre mi disse che Forza Italia era nata in seguito alla cosiddetta trattativa tra Stato e Mafia", ha detto Ciancimino nell'aula bunker, rispondendo ad una domanda su un "pizzino", depositato agli atti del processo, e che a suo dire sarebbe stato scritto dal boss Bernardo Provenzano a Vito Ciancimino e indirizzato a Silvio Berlusconi e al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri.

"Non vorrei che vi fosse un tentativo di delegittimare l'azione di un governo che contrasta la mafia", è stato il commento del ministro della Giustizia Angelino Alfano.

"Conosco la storia di Forza Italia per poter dire che mai e poi mai abbiamo avuto la sensazione che questa grande storia di partecipazione democratica possa avere collegamenti con la mafia", ha aggiunto il ministro, parlando coi cronisti a margine di un convegno a Roma.

Le dichiarazioni di Ciancimino sono, secondo l'avvocato del premier Nicolò Ghedini, "destituite di ogni fondamento", "totalmente inverosimili e prive di ogni dignità logica".

"Spiace che qualcuno possa dare anche un minimo credito a prospettazioni che la storia di Forza Italia e del Presidente Berlusconi hanno dimostrato concretamente e con atti di governo essere completamente inesistenti", si legge in una nota.

CIANCIMINO: MIO PADRE SCRISSE A DELL'UTRI E BERLUSCONI

Nel "pizzino", Provenzano avrebbe fatto riferimento a una intimidazione nei confronti del figlio di Berlusconi: "Intendo portare il mio contributo -- è scritto nel "pizzino" -- che non sarà di poco conto perché questo triste evento non si verifichi. Sono convinto che Berlusconi potrà mettere a disposizione le sue reti televisive".

"Mio padre -- ha detto oggi Massimo -- mi raccontò che questo biglietto, assieme all'immunità di cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di Riina dopo il suo arresto, erano il frutto di un'unica trattativa con lo Stato che andava avanti da anni".   Continua...

 
<p>Manifesti di Forza Italia nella sede romana del partito. Foto del 2006. REUTERS/Tony Gentile</p>