Berlusconi mediatore in Israele, con gaffe su muro e Gaza

mercoledì 3 febbraio 2010 19:41
 

di Valentina Rusconi

GERUSALEMME (Reuters) - Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha concluso oggi il suo viaggio durato tre giorni in Israele e a Betlemme nel corso del quale ha cercato di rilanciare il dialogo e i negoziati di pace fra le due parti, rimanendo però inascoltato.

In occasione delle due conferenze di stampa congiunte sia il premier israeliano Benjamin Netanyahu sia il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas, detto Abu Mazen, hanno affermato di essere sì aperti a un rilancio dei negoziati senza però accettare l'esplicita offerta presentata da Berlusconi di un rilancio delle trattative, magari con una tappa ad Erice, in Sicilia.

La giornata è stata segnata anche da due frasi che hanno fatto discutere: la prima pronunciata alla Knesset quando ha definito "giusta" la reazione scatenata da Israele a Gaza un anno fa. Nel pomeriggio poi a Betlemme, rispondendo a un giornalista Rai che gli chiedeva le impressioni alla vista del muro di cemento che circonda Betlemme, ha detto di non averlo visto mentre passava perché distratto dalla lettura.

IL TENTATIVO DI MEDIAZIONE

"Oggi pomeriggio mi rivolgerò, con un appello che viene dal cuore, al presidente Abbas affinché torni al tavolo del negoziato e consegni alla storia un accordo per la pace e lo sviluppo economico del suo popolo, della sua terra, dando vita così a quello Stato Palestinese che la comunità internazionale attende", ha detto stamattina Berlusconi alla Knesset.

"Se potesse essere utile, l'Italia sarebbe felice di mettere a disposizione Erice", ha ripetuto Berlusconi in più occasioni.

Da parte sua Netanyahu, nella conferenza stampa congiunta di ieri, aveva detto: "Abbiamo la voglia e il modo per arrivare alla pace", e indicando poi il tendone sotto cui si trovavano, "La cosa più semplice è entrare in questa tenda o qualsiasi altra tenda che può essere sede di colloqui di pace, ma la chiave è entrare nella tenda".

Anche Abu Mazen non si è sbilanciato, ringraziando Berlusconi, ma restando fermo sulla questione degli insediamenti, definiti "illegittimi".   Continua...

 
<p>Silvio Berlusconi oggi a Gerusalemme. REUTERS/Heidi Levine/Pool</p>