1 febbraio 2010 / 14:15 / tra 8 anni

Berlusconi in Israele: sì a ingresso in Ue, unirsi contro Iran

<p>Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. REUTERS/Max Rossi</p>

di Valentina Rusconi

GERUSALEMME (Reuters) - La visita del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi in Israele è iniziata all‘insegna dell‘amicizia fra i due Stati e della comunanza di radici giudaico-cristiane che condividono.

Proprio queste radici, secondo i premier di entrambi i Paesi, sono alla base della cultura dell‘Europa e dell‘Occidente al punto che il “sogno” di Berlusconi è di vedere Israele presto nell‘Unione Europea.

L‘importanza della visita è sottolineata dal fatto che ad accompagnare il Cavaliere ci sono sette ministri: Franco Frattini (Esteri), Claudio Scajola (Sviluppo economico), Andrea Ronchi (Politiche comunitarie), Maurizio Sacconi (Lavoro), Feruccio Fazio (Salute), Stefania Prestigiacomo (Ambiente) e Altero Matteoli (Infrastrutture).

ISRAELE NELLA UE, OCCIDENTE HA RADICI GIUDAICO-CRISTIANE

Nelle dichiarazioni congiunte, entrambi i premier hanno sottolineato la vicinanza tra i due Paesi: “Forte commozione” per Berlusconi, in quella che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito una “visita storica”, che si è detto “contentissimo” per la presenza del Cavaliere, definito “uno dei più grandi amici di Israele, un leader e un grande combattente per la libertà”.

“Il mio più grande sogno, quando sarò ancora protagonista della politica, è di annoverare Israele come membro dei Paesi dell‘Unione europea”, ha detto Berlusconi, specificando che fine della sua visita è anche “testimoniare la consapevolezza e il nostro orgoglio di essere noi con la cultura giudaico-cristiana alla base della civiltà europea”.

Anche Netanyahu ha evidenziato il rapporto tra Israele e Occidente: “Roma e Gerusalemme hanno fondato le basi della cultura occidentale”.

Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, ha detto che nel suo incontro con il vicepremier e ministro per gli Affari regionali israeliano, Silvan Shalom, di stabilire “una road map per accelerare la creazione di condizioni reali di accesso all‘Unione europea di Israele. Questo tema è sul tavolo dell‘Unione”.

Shalom ha inoltre chiesto a Ronchi “di far iscrivere le Guardie della Rivoluzione [o Pasdaran, corpo militare iraniano] nella black list dell‘Ue”, così come l‘Italia aveva già fatto con Hamas nel 2003.

UNITA’ COMUNITA’ INTERNAZIONALE PER ESISTENZA ISRAELE

Berlusconi ha insisitito sul diritto a esistere di Israele contro quanti lo minacciano. In prima fila tra i gli Stati ostili c’è l‘Iran di Ahmadinejad, ma anche il movimento di Hamas e gli Hezbollah sostenuti dalla Siria.

Il presidente del Consiglio ha difeso Israele “la cui esistenza ancora oggi viene messa in discussione da parte di alcuni a cui noi ci dobbiamo opporre tutti insieme come comunità internazionale affinché questo non possa assolutamente verificarsi”.

La via da percorrere è quella della ripresa dei negoziati di pace e del dialogo tra Israele e Siria in primo luogo. Nel corso di una intervista rilasciata alla viglia del viaggio al quotidiano israeliano di sinistra Haaretz, Berlusconi ha sottolineato come il persistere nella costruzione degli insediamenti sia di ostacolo al processo di pace.

“E’ arrivato il momento in cui Siria e Israele lavorino insieme per una pace che preveda la restituzione del Golan insieme con l‘avvio di relazioni diplomatiche e di amicizia tra i due Paesi e alla cessazione, da parte di Damasco, del sostegno alle organizzazioni che non riconoscono il diritto all‘esistenza di Israele”.

LE TAPPE DEL VIAGGIO: BILATERALE, KNESSET E PALESTINESI

Berlusconi si è poi recato alla Foresta delle Nazioni dove ha piantato un ulivo: “La nostra anima urla: non è vero, non può essere vero. Poi, sconfitta, grida: mai, mai, mai più”. Al termine della giornata, infine, i due premier hanno cenato insieme all‘albergo King David.

Domani e dopodomani saranno i giorni più intensi dal punto di vista politico per la visita del presidente del Consiglio. Domani si svolgerà il vertice bilaterale, al quale partecipano i ministri italiani e i loro omologhi israeliani al termine del quale i due Paesi puntano a sottoscrivere accordi.

Il terzo giorno, mercoledì, Berlusconi terrà un discorso davanti alla Knesset, il parlamento di Israele, uno dei maggiori onori che Gerusalemme possa concedere al capo di un governo straniero.

Nel pomeriggio invece il presidente del Consiglio si sposterà Nei Territori palestinesi: a Betlemme per visitare il luogo dove nacque Gesù e dove incontrerà il presidente della Associazione nazionale palestinese Mahmoud Abbas, detto Abu Mazen.

In primo piano nell‘incontro di domani ci saranno la questione mediorientale, con Netanyahu che insisterà sul significativo rapporto commerciale tra Italia e Iran, ma anche i negoziati di pace, da tempo arenati. Lo scorso giugno Berlusconi, in occasione della visita a Roma del premier israeliano, aveva offerto la città sicialiana di Erice, in provincia di Trapani, come sede per nuove trattative.

Berlusconi cercherà di lanciare l‘Italia come Paese ponte tra Europa e Medi Oriente, forte anche dei suoi rapporti personali coi leader mediorientali, non ultimo Abu Mazen, incontrato a Roma in autunno, al quale aveva ribadito che il persistere nella politica degli insediamenti da parte di Israele è di ostacolo al processo di pace.

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