Imi-Sir, corte Strasburgo: inammissibile il ricorso di Previti
STRASBURGO (Reuters) - La Corte europea per i diritti dell'uomo ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato nel 2006 da Cesare Previti, che sosteneva di non aver ricevuto un processo equo nell'ambito del procedimento Imi-Sir.
Nel processo, Previti è stato condannato in primo grado a 11 anni di carcere per corruzione giudiziaria, ridotti a sette anni in appello e a sei in Cassazione.
Nei documenti depositati nel 2006 alla Corte europea, facendo riferimento all'articolo 6 (diritto a un giusto processo) della Convenzione europea dei diritti umani, Previti si è lamentato di vari aspetti dei procedimenti contro di lui.
Nel suo ricorso, Previti ha sostenuto di non aver avuto accesso a certi documenti, di non aver potuto presenziare ad alcune udienze per le attività parlamentari, ha lamentato la mancanza di chiarezza delle accuse e soprattutto la presunta mancanza di imparzialità della corte a causa di motivazioni politiche.
Secondo la Corte europea, però, anche se "sarebbe stato preferibile" che i giudici avessero usato "più prudenza nei loro commenti pubblici, non c'è prova dell'esistenza di pregiudizi".
Allo stesso modo, "non c'è prova che i loro credo politici abbiano prevalso sul giuramento di imparzialità fatto al momento di prendere servizio".
Inoltre, la Corte di Strasburgo ha sostenuto che le critiche avanzate su un disegno di legge da gruppi di magistrati "non è di per sè un fatto capace di influire negativamente sull'equità di un processo in cui quanto previsto da quel disegno di legge potrebbe applicarsi".
I giudici di Strasburgo hanno quindi dichiarato manifestamente "infondata" questa parte del ricorso, così come tutte le altre.
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