Meredith, pg chiede conferma condanna per Guede

mercoledì 18 novembre 2009 16:02
 

PERUGIA (Reuters) - Nel corso del processo d'appello con rito abbreviato in corso a Perugia, il pg Pietro Catalani ha chiesto oggi la conferma della condanna a 30 anni di reclusione, inflitta in primo grado a Rudy Guede per l'omicidio di Meredith Kercher.

L'accusa ha inoltre chiesto che all'imputato non vengano concesse le attenuanti generiche, perché "Rudy era ed è a tutt'oggi nelle condizioni di poter collaborare dicendo la verità, e invece non l'ha fatto e ancora non lo fa poiché considera la sua versione un racconto".

Per l'omicidio della studentessa americana sono a processo anche Raffaele Sollecito e Amanda Knox, studenti e fidanzati all'epoca della morte di Meredith, avvenuta a Perugia la notte tra l'1 e il 2 novembre del 2007.

Stamattina, nel corso dell'udienza, Guede ha preso la parola dicendo di non avere ucciso la studentessa americana.

"Non sono io l'assassino", ha detto l'ivoriano, unico tra gli imputati ad aver chiesto il rito abbreviato. "Chiedo scusa per non aver fatto quello che avrebbe fatto chiunque per cercare di salvarla, se questo era possibile".

Nell'udienza di oggi, il giudice ha respinto tutte le richieste dei difensori di Guede, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, che avrebbero voluto far riaprire la parte dibattimentale del procedimento.

Guede, che ha chiesto che il processo sia celebrato a porte aperte, ha poi ricostruito la sua versione dei fatti. Lui e Meredith -- ha spiegato -- si conoscevano, si erano visti la notte di Halloween in un locale e anche la sera successiva.

"La sera del giorno dopo l'ho raggiunta a casa sua", ha detto l'ivoriano, spiegando che l'americana si lamentava della sparizione di una somma di denaro, di cui accusava Amanda Knox. "Io ho cercato di tranquillizzarla, poi ci siamo intrattenuti e abbiamo avuto una relazione", ha ricostruito Guede, precisando di non aver avuto con la studentessa un rapporto sessuale completo.

"Dopo circa dieci minuti sono andato in bagno, ho messo le cuffie dell'iPod e a metà della terza canzone ho sentito un urlo straziante", ha raccontato ancora l'ivoriano. "Mi sono precipitato verso la camera di Meredith, l'ho vista stesa a terra e ho visto la sagoma di un uomo che mi ha spinto per terra ed è andato verso l'uscita... Poi ho visto dalla finestra Amanda che scappava".

Proprio questo punto, secondo il pg, è incompatibile con la ricostruzione dei fatti. "Non si può commettere quello scempio nel breve tempo di tre canzoni e mezzo", ha detto oggi Catalani in aula, riferendosi all'assassinio della studentessa americana.

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