Napolitano preoccupato tensioni tra politica e giustizia
ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice vivamente preoccupato per l'acuirsi delle tensioni tra le istituzioni della Repubblica, in particolare tra la politica e la giustizia. Il Quirinale chiede ai magistrati di non scendere sul terreno dello scontro ma di essere aperti al dialogo in un momento particolare di riforme - che non devono essere "né occasionali né di corto respiro" - anche per il settore della giustizia.
Lo si legge nella lettera che il capo dello Stato ha inviato al presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, in risposta alla lettera dell'Anm, e resa pubblica con un comunicato dal Quirinale.
"Non ho bisogno di dirle come susciti viva preoccupazione anche in me l'acuirsi della tensione tra le istituzioni della Repubblica, e in particolare tra quelle in cui s'incarnano i rapporti tra politica e giustizia", si legge nella lettera.
"Sono convinto che, al di là delle contingenze, l'Associazione debba continuare a guardare a tutti i motivi e gli aspetti della crisi del sistema giustizia, offrendo - con rigore, con misura e senza scendere sul terreno dello scontro - la sua disponibilità a concreti contributi propositivi, come un interlocutore attento e credibile, fermo nella difesa dei principi fondamentali di indipendenza e autonomia - di cui sono e resto garante - ma sempre aperto al dialogo e all'ascolto", aggiunge Napolitano.
La richiesta di una distensione del clima è per Napolitano "in vista di quelle riforme né occasionali né di corto respiro che auspicano tutti coloro che hanno a cuore un soddisfacente esercizio della fondamentale funzione di presidio della legalità, al servizio del cittadino e dei suoi diritti, nel rispetto reciproco e nella leale collaborazione tra tutte le istituzioni".
Il CASO DI MESIANO, GIUDICE PEDINATO DA CANALE 5
Lo scorso 16 ottobre l'Anm si era rivolta sia a Napolitano sia al Garante della Privacy a causa del pedinamento da parte delle telecamere di Canale 5 del giudice Raimondo Mesiano, autore della sentenza civile che condanna la Fininvest a un risarcimento di 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti per il cosiddetto Lodo Mondadori.
Palamara aveva scritto di non credere "che esistano precedenti simili in Italia, per denigrare una persona e deligittimare una funzione essenziale e delicata per la civile convivenza in uno Stato di diritto".
"Nell'affrontare la vicenda dell'attacco mediatico al giudice Mesiano - cui lei fa specifico riferimento nella sua lettera e di cui io stesso non ho mancato di rilevare il carattere 'inquietante' - il Consiglio Superiore della Magistratura ha auspicato il ritorno a un confronto che rimanga in una 'misura di civiltà e rispetto reciproco'. E' un invito equilibrato e sereno, che condivido nella mia veste di Presidente del Consiglio Superiore e di Capo dello Stato", specifica Napolitano. Continua...

