MO,Erekat: palestinesi forse dovranno rinunciare a un loro Stato
di Mohammed Assadi
RAMALLAH, Cisgiordania (Reuters) - I palestinesi potrebbero dover abbandonare l'obiettivo di uno stato indipendente se Israele dovesse continuare ad estendere le proprie colonie senza che gli Stati Uniti lo fermino. Lo ha detto oggi il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat.
Potrebbe essere il momento per il presidente palestinese Mahmoud Abbas di "dire al suo popolo la verità, che con le attività di insediamento che proseguono, la soluzione 'due Stati' non è più un'opzione", ha detto Erekat in una conferenza stampa.
Israele ha respinto l'idea di un'annessione de facto della Cisgiordania occupata, con l'incorporazione dei palestinesi come cittadini, perché sarebbe una "bomba a orologeria demografica" che farebbe degli ebrei una minoranza.
Citando la cosiddetta "road map" per la pace del 2003, Abbas ha fatto dello stop agli insediamenti israeliani in Cisgiordania una precondizione per la ripresa dei colloqui con Israele sulla creazione di uno Stato.
La road map prevede anche che i palestinesi smantellino i gruppi armati come Hamas, che si oppone ai colloqui di pace. Ciò non è però accaduto, e Hamas ora controlla la Striscia di Gaza.
La segretario di Stato Usa Hillary Clinton, che sabato scorso ha incontrato i leader israeliano e palestinese, ha chiesto senza successo ad Abbas di negoziare con Israele e di risolvere la questione degli insediamenti nell'ambito dei colloqui.
Erekat ha detto che Clinton - che ha definito senza precedenti l'offerta di Netanyahu di limitare temporaneamente la costruzione di insediamenti in Cisgiordania a 3mila unità abitative aggiuntive - ha solo aperto la porta ad altri insediamenti nei prossimi due anni.
L'alternativa per i palestinesi è di "spostare la loro attenzione sulla soluzione 'a uno Stato' dove musulmani, cristiani ed ebrei possano vivere da pari", ha detto Erekat. "E' una cosa molto seria. Questo è il momento della verità per noi".
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