Giustizia, Pdl propone "bicamerale" per riforma costituzionale

venerdì 23 ottobre 2009 17:31
 

ROMA (Reuters) - Il Popolo della libertà (Pdl) ha proposto all'opposizione di fare insieme una legge costituzionale di riforma dell'ordinamento giudiziario che preveda la separazione delle carriera tra pm e giudici, prendendo spunto dai risultati della "bicamerale" di 12 anni fa.

"Oltre alle iniziative già avviate e in corso di esame, tra le quali quelle sul processo penale e quelle in tema di intercettazioni, appare indispensabile, così come previsto dal programma elettorale, votato dalla maggioranza degli elettori, proseguire nelle riforme costituzionali", si legge in un documento del gruppo di lavoro del Pdl sulla giustizia, chiamato Consulta giustizia.

Per questo il Pdl "invita tutte le forze politiche" a partecipare a un incontro presso i gruppi parlamentari, il prossimo 4 novembre alle ore 19 "per concordare tempi e modi di attuazione di tale proposta, tenendo comunque conto che è opportuno allargare successivamente la partecipazione agli incontri alla magistratura e all'avvocatura".

La proposta di partenza -- dice il Pdl -- è la riforma della giustizia messa a punto dalla commissione bicamerale del Parlamento presieduta da Massimo D'Alema nel 1997, che prevedeva la separazione delle funzioni per pm e giudici, due sezioni diverse del Csm, una Corte disciplinare diversa dal Csm e l'aumento del numero dei membri laici del Consiglio.

I primi commenti dell'opposizione sono negativi. Per il segretario del Pd, Dario Franceschini "non è il tempo di pasticci né di nuove bicamerali", mentre il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha detto che il suo partito non farà riforme sulla giustizia con la maggioranza, perché "l'unica riforma che interessa a Berlusconi è quella di ottenere l'immunità".

 
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