Scuola, Gelmini: no a ora religione multiconfessionale

giovedì 10 settembre 2009 12:17
 

ROMA (Reuters) - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha detto oggi che "non è corretto" trasformare l'insegnamento della religione a scuola in un'ora in cui si insegnino altre fedi in maniera paritetica, sostenendo che l'insegnamento della religione così com'è "va salvaguardato".

Sull'argomento, al centro di una polemica tra Chiesa e una parte del mondo politico, è intervenuta anche la Cei dicendo di non essere a favore dell'insegnamento "multiconfessionale". Più in generale, il mese scorso aveva fatto discutere una sentenza del Tar del Lazio che impediva agli insegnanti di religione di partecipare agli scrutini.

"L'insegnamento della religione così com'è stato concepito va salvaguardato", ha detto Gelmini oggi ai microfoni di Radio Anch'io, puntualizzando: "Non è un'ora di catechismo, ma un'ora di approfondimento dei valori e dei contenuti della religione cattolica. Farla diventare un'ora in cui si insegnano altre religioni in maniera paritetica non è corretto".

Gelmini, tornata sull'argomento a margine di una conferenza stampa, oggi ha detto: "La richiesta della Chiesa di uniformare l'insegnamento della religione alle altre materie non è una richiesta di quest'anno ma è una richiesta che la Chiesa ha sempre avanzato. La pretesa di mantenere l'insegnamento della religione cattolica così com'è, è una pretesa legittima e che condividiamo".

Sulla possibilità di trasformare l'ora di religione cattolica in un'ora di religione multiconfessionale, Gelmini ha anche detto che "questo non avviene nei Paesi musulmani, non capisco perché noi dovremmo rinunciare a quello che non è solo religione, ma è qualcosa che ha condizionato fortemente la nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra storia".

"Nel nostro Paese la religione cattolica non può essere paragonata alle altre religioni. Ha una valenza maggiore, è praticata dalla stragrande maggioranza della popolazione e ha un passato attualissimo. Non la si può mettere sullo stesso piano delle altre religioni, che vanno comunque rispettate".

 
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