Libia, Berlusconi respinge critiche su partecipazione

martedì 1 settembre 2009 09:25
 

ROMA (Reuters) - In un'intervista pubblicata oggi dal "Giornale", il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha respinto le critiche per la sua partecipazione in Libia alle celebrazioni per il quarantennale della presa del potere del leader Muammar Gheddafi.

"Sono critiche come sempre fuori luogo - ha detto il premier - E arrivano da chi è stato amico dell'Unione Sovietica e della Cina comunista ed è ancora amico di Fidel Castro".

Berlusconi si è recato a Tripoli il 30 agosto, nella giornata dell'amicizia italo-libica, per il primo anniversario della firma del trattato tra i due paesi, nell'ambito delle celebrazioni della rivoluzione libica del 1969.

Le manifestazioni - da oggi e per sei giorni in particolare si svolgeranno parate ed esibizioni militari - non vedranno la partecipazione della maggior parte dei leader europei, nonostante gli inviti di Gheddafi, attuale presidente di turno dell'Unione Africana.

Per Berlusconi, gli esponenti del centrosinistra, che nei giorni scorsi hanno criticato la sua presenza in Libia - un regime a partito unico, nel mirino delle organizzazioni internazionali per lo scarso rispetto dei diritti umani, in particolare degli immigrati irregolari - "non si sono mai posti il problema quando al governo c'erano loro", e ha sottolineato la presenza di imprese italiane nel paese nordafricano. "Mi pare che la nostra diplomazia commerciale stia dando risultati straordinari".

Nell'intervista pubblicata dal quotidiano di cui è editore il fratello Paolo Berlusconi, il premier ha detto anche alla prima riunione del Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva, giovedì 3 settembre, si discuterà di un piano per "insediamenti di case per i giovani, con pagamento di rate di mutuo più basse dei canoni di locazione di mercato".

Berlusconi ha detto poi che il suo partito , il Popolo delle Libertà, valuterà nei prossimi giorni la possibile alleanza con l'Udc - oggi all'opposizione in Parlamento - per le regionali del 2010.

In merito alla polemica che da mesi lo oppone al quotidiano "la Repubblica" - che ha dedicato numerosi reportage alle sue frequentazioni da parte di giovani donne, alcune delle quali escort a pagamento, e contro cui il premier ha avviato una causa civile - Berlusconi ha detto che "se vogliono continuare a perdere lettori e credibilità facciano pure".

 
<p>Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader libico Muammar Gaddafi. REUTERS/Ismail Zetouny (LIBYA POLITICS TRANSPORT)</p>