Ddl sicurezza, Napolitano difende lettera e attacca accusatori

lunedì 20 luglio 2009 17:50
 

ROMA (Reuters) - Le critiche rivolte al Capo dello Stato sulla sua promulgazione del ddl Sicurezza con la decisione di accompagnarla ad una lettera rivolta al ministro della Giustizia Angelino Alfano ed al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sono state talvolta espresse "in modo sommario e persino aggressivo".

Lo ha detto lo stesso Giorgio Napolitano oggi al Quirinale nel corso nello scambio di auguri con l'Associazione stampa parlamentare (Asp) prima delle ferie estive, la cosiddetta cerimonia del ventaglio.

Napolitano ha detto che la sua non è stata, come qualcuno ha detto, una "promulgazione con riserva" ed ha anche difeso la sua lettera dalle accuse di avere in qualche modo innovato la procedura costituzionale. Napolitano ha accennato a casi eccellenti e antichi come quelli ricordati dal presidente Luigi Einaudi nel volume "Lo scrittoio del presidente", che "comprende le lettere inviate dal presidente al ministro del Tesoro e ad altri ministri dell'epoca".

Delle critiche avanzate da alcuni leader politici, fra i quali - come ha ricordato il presidente dell'Asp Pierluca Terzulli - il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro o il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, Napolitano ha parlato definendole sommarie e aggressive e pronunciate da "qualche fiero guerriero" che "mostra di avere compreso poco della Costituzione".