G8, salta la tregua chiesta da Napolitano, è polemica
di Paolo Biondi
ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva chiesto una tregua sul fronte delle polemiche politiche interne in vista dell'importante appuntamento de L'Aquila sul quale sono accesi i riflettori del mondo.
A Roma hanno già iniziato a sfilare i numerosi capi di Stato e di governo e le delegazioni che affolleranno l'Italia in questa seconda settimana di luglio. Il clima è torrido e di tregua non si vede nemmeno l'ombra.
A ufficializzare il clima di scontro è venuto ieri sera un comunicato di palazzo Chigi che attacca la stampa estera, rilancia l'idea di un complotto contro il presidente del Consiglio, parla di "menzogne e insinuazioni".
"Siamo di fronte, con tutta evidenza, ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa", dice la lunga e dettagliata nota.
Il comunicato della presidenza del Consiglio teme la pubblicazione di nuove foto "scandalistiche" del filone veline ed escort a Villa Certosa.
Come spesso succede è arrivato anche l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, con un comunicato ed un'intervista ieri a Libero, a parlare addirittura di un coinvolgimento di settori dei servizi segreti e di alcune Procure in un'opera di spionaggio per attaccare Silvio Berlusconi.
E' lo stesso timore che nutrono alcuni collaboratori di Berlusconi, secondo quanto riferito dai giornali, su possibili nuove indagini contro il Cavaliere. Cossiga arriva anche ad elencare le procure più "pericolose" per Berlusconi: oltre a Roma e Milano, nell'elenco inserisce Bari (la procura che ha fatto emergere la vicenda di Patrizia D'Addario) e Tempio Pausania (procura che si occupa, fra l'altro, delle foto di Villa Certosa).
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