Viareggio, squarcio su cisterna indica necessità rivedere norme
FIRENZE (Reuters) - La ferrocisterna carica di Gpl esplosa lunedì notte a Viareggio provocando 22 morti presenta uno squarcio provocato dall'impatto con un oggetto esterno durante la corsa del convoglio, secondo quanto riferito da una fonte dei vigili del fuoco che ha visto il vagone.
"La cisterna ha un taglio di 40 centimetri di lunghezza per 2-3 di larghezza, che è stato provocato dall'urto della cisterna contro una controrotaia o contro un picchetto di segnalazione", ha detto il pompiere, che ha chiesto di restare anonimo.
Le controrotaie si trovano in prossimità degli scambi ferroviari. E proprio vicino a uno di essi, secondo le ricostruzioni, è avvenuto il deragliamento.
All'indomani del disastro, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli aveva detto che dalle indagini potrebbe emergere la necessità di una revisione delle norme europee sul trasporto ferroviario di merci pericolose, come appunto il Gpl.
E in effetti la presenza dello squarcio sembra avvalorare la tesi che la normativa vada rivista.
"Non mi risulta che (per le cisterne adibite al trasporto di Gpl) vengano richieste specifiche per gli urti esterni. Le specifiche vengono chieste soltanto per la pressione interna del gas, a differenza di quanto accade per i contenitori destinati al trasporto di materiali radioattivi che devono superare anche i test d'urto", spiega il vigile del fuoco.
Se poi invece di andare a 90 chilometri orari -- nel tratto del deragliamento al treno merci era consentito viaggiare a 100 -- il convoglio avesse avuto una velocità di 30 chilometri, nell'impatto "l'energia sviluppata si sarebbe ridotta di nove volte".
"Gli incidenti con il Gpl trasportato su gomma accadono, ma sulla strada non si verifica quasi mai la rottura della cisterna, mentre le rotture si verificano lungo le ferrovie. A titolo di esempio, basta pensare che i cartelli posizionati lungo le piste degli aeroporti nel caso in cui vengano urtati si rompono, non si rompe l'aereo".
Secondo la fonte, insomma, "in Italia il sistema del trasporto merci su ferrovia è debole, molto più debole di quanto i tecnici immaginano".
Subito dopo il disastro, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che a provocarlo è stata la rottura di un asse del vagone esploso. Un'ipotesi che è considerata la più plausibile anche dai magistrati della Procura di Lucca che indagano sulla vicenda.
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