Conti pubblici sempre più giù, pesa economia negativa

giovedì 2 luglio 2009 19:11
 

di Valentina Za e Luca Trogni

MILANO (Reuters) - I segnali d'avviso erano arrivati nei giorni scorsi dal premier Berlusconi con l'ipotesi di un deficit/pil in salita a quota 5% per colpa di un calo delle entrate pari a 37 miliardi di euro.

Ma ugualmente desta sorpresa l'uno-due, che nel giro di poco più di 12 ore, ha visto protagonisti, negativamente, i conti pubblici italiani 2009. Ieri, solo a tarda ora, secondo una consuetudine praticata con continuità negli ultimi mesi dal ministero di Giulio Tremonti, è emerso che l'avanzo statale di giugno si è ridotto a sei miliardi e mezzo, meno della metà rispetto agli oltre 15 del giugno 2008, con un fabbisogno del semestre a quasi 50 miliardi, più del doppio rispetto ai 24 dello scorso anno.

Stamane è stato l'Istat ad annunciare che nel primo trimestre il deficit/Pil è balzato al 9,3% dal 5,7 di inizio 2008, toccando il massimo dal 1999.

La reazione degli economisti al momento è moderata: vigilano sui conti, ma non si spingono a rivedere nuovamente al peggio le stime annue.

"Una previsione di deficit al 5% del Pil può ancora essere coerente con questo dato di fabbisogno" commenta Lucia Cossaro, economista di Prometeia. Nè modifica la sua stima per il deficit/Pil 2009, oggi al 5,2%, Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo. Nella Relazione unificata il ministero dell'Economia ha indicato una stima al 4,6% che, però, con tuttà probabilità, si appresta a portare in area 5%.

Vede uno scenario più nero un economista che chiede di rimanere anonimo. "Già adesso ci sarebbe la necessità di intervenire sui conti, ma probabilmente il governo aspetterà di vedere se la caduta del Pil avrà termine: se il Pil verso fine anno sarà ancora in calo del 2/3% congiunturale, il governo avrà la necessità di ricalibrare i conti con una manovra correttiva".

Al momento il consensus per il Pil italiano del 2009 è in area -5%.

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