Intercettazioni, Camera approva ddl tra proteste, va al Senato
ROMA (Reuters) - L'aula della Camera ha approvato oggi il disegno di legge in materia di intercettazioni, tra le proteste dell'opposizione. Il provvedimento, che ora passa al Senato, è passato con 318 voti a favore, 224 voti contrari e un astenuto.
Il ddl, sul quale il governo ieri ha ottenuto la fiducia, restringe il ricorso alle intercettazioni nelle indagini della magistratura e impedisce la loro pubblicazione sui media, anche quando non sono più coperte da segreto, almeno fino alla fine delle indagini preliminari.
La maggioranza sostiene che le limitazioni sono necessarie dopo una serie di abusi da parte della magistratura, in cui si è violata la privacy dei cittadini.
L'opposizione, che oggi ha esposto cartelli di protesta in aula, ha aspramente criticato la scelta del governo di mettere la fiducia su un provvedimento che tratta di sicurezza dei cittadini e libertà di informazione, diritti tutelati dalla Costituzione.
I capigruppo di Pd, Idv e Udc alla Camera hanno chiesto ieri un intervento del capo dello Stato Giorgio Napolitano, per "restituire pienezza di contenuti democratici al dibattito parlamentare".
Oggi il presidente della Repubblica, rispondendo a una domanda di Reuters a Napoli, ha detto che seguirà l'iter parlamentare del ddl per poi prendere una decisione.
"Ci sono molte cose da difendere e molte cose da rinnovare. Esaminerò il testo della legge che uscirà dalla Camera, ne seguirò l'iter successivo in Parlamento, poi prenderò le decisioni che mi competono", ha detto Napolitano concludendo un incontro con degli artisti al Napoli Teatro Festival Italia.
Anche il sindacato delle toghe ha espresso il suo malcontento, parlando di scelta che "lascia sgomenti".
Il riferimento è alla norma centrale del disegno di legge, secondo cui il giudice potrà autorizzare le intercettazioni richieste dal pm soltanto in presenza di "evidenti indizi di colpevolezza". Continua...

