2 giugno 2009 / 08:25 / tra 8 anni

Aereo scomparso, continuano le ricerche nell'oceano

PARIGI/RIO DE JANEIRO (Reuters) - Aerei da ricognizione e navi stanno continuando a perlustrare un‘ampia zona dell‘Oceano Atlantico alla ricerca dei resti dell‘aereo di Air France, scomparso ieri durante una forte turbolenza con 228 persone a bordo.

<p>Parenti e amici dei passeggeri del volo Air France AF447 lasciano l'aeroporto Tom Jobim di Rio de Janeiro, l'1 giugno 2009. REUTERS/Sergio Moraes</p>

L‘Airbus A330 è sparito in volo da Rio de Janeiro, diretto a Parigi. A 24 ore di distanza, la speranza di trovare sopravvissuti è quasi nulla e le autorità stanno gestendo la lista dei passeggeri come un bilancio delle vittime.

Francia e Brasile hanno inviato aerei e navi militari per tentare di localizzare i resti del velivolo tra il Brasile e l‘Africa occidentale.

La linea aerea brasiliana Tam ha reso noto che l‘equipaggio di uno dei suoi aerei ha riferito di aver visto “punti luminosi” sul mare. Ma l‘aviazione militare brasiliana e una nave mercantile nella zona non hanno trovato segni di lamiere in fiamme del jet.

Nessun segnale di difficoltà è stato ricevuto e gli esperti dell‘aviazione sostengono di non avere abbastanza informazioni per capire come mai il volo AF447 sia scomparso senza lasciare traccia.

“Tutti gli scenari devono essere presi in considerazione”, ha detto oggi il ministro della Difesa Herve Morin a radio Europa 1. “Non possiamo escludere un attentato terroristico. visto che il terrorismo è la principale minaccia alla democrazie occidentali, ma in questo momento non abbiamo elementi tali per indicare che un atto del genere possa aver provocato l‘incidente”, ha aggiunto.

Il ministro ha sottolineato che nessuno degli aerei militari in volo nella zona ha individuato alcun punto luminoso o elementi che combacino con il racconto dell‘equipaggio della Tam.

Se nessuno sarà trovato, si tratterà del peggior disastro nei 75 anni di storia di Air France, peggiore anche dello schianto del Concorde avvenuto nel 2000.

Il volo 447 aveva lasciato il Brasile domenica notte e perso i contatti con i controllori di volo nelle prime ore di lunedì.

Aveva a bordo 216 passeggeri di 32 nazionalità, compresi sette bambini e un neonato. Sessantuno erano francesi, 58 brasiliani e 26 tedeschi. Nella lista passeggeri ufficiale figurano anche nove italiani (dato che differisce con i 10 fornito ieri dalla Farnesina), nove cinesi, sei svizzeri, cinque britannici e cinque libanesi.

I parenti in lacrime a Parigi e Rio sono assistiti da team di psicologi.

Uno dei brasiliani a bordo era Pedro Luis de Orleans e Braganca, diretto discendente di Dom Pedro II, l‘ultimo imperatore del Brasile, secondo quanto riferito da un portavoce della famiglia reale.

Tra i passeggeri c‘erano anche dirigenti della società francese di pneumatici Michelin, della filiale brasiliana delle acciaierie tedesche ThyssenKrupp e del gigante brasiliano dell‘estrazione mineraria Vale.

PROBLEMI ELETTRICI

Il volo è finito in una forte turbolenza quattro ore dopo il decollo da Rio e 15 minuti più tardi ha inviato un messaggio automatico che riferiva di un corto circuito elettrico, ha spiegato la linea aerea, aggiungendo che un fulmine potrebbero esserne stato la causa e che diversi dei meccanismi dell‘Airbus 330-200 non hanno funzionato bene.

Ma esperti dell‘aviazione sostengono che essere colpiti da un fulmine è abbastanza comune, ma che la cosa da sola non è sufficiente per spiegare il disastro. Hanno aggiunto però che l‘aereo potrebbe aver subìto un black out, lasciando i piloti “ciechi” e rendendo l‘aereo vulnerabile in una zona nota per il maltempo.

Un elemento che lascia perplessi gli esperti è che non ci sia traccia di messaggi di difficoltà, lanciati volontariamente o in modo automatico. Nessun sos è stato raccolto. “Sarebbe davvero insolito se tutti i sistemi di comunicazione fossero collassati contemporaneamente”, spiega David Gleave, della Aviation safety investigation. “Ciò tenderebbe ad indicare che è accaduto qualcosa di catastrofico”.

Al momento è cruciale recuperare le scatole nere, che sono programmate per lanciare segnali per 30 giorni.

L‘aviazione brasiliana, che ha avuto gli ultimi contatti con il volo alle 2:33 ora italiana quando era a 565 km al largo della costa brasiliana, ha inviato sei jet per le ricerche, mentre la marina ha dispiegato tre navi.

Morin ha riferito che la Francia ha inviato un jet dal Senegal, due dalla Francia oltre a due navi. Gli Stati Uniti hanno dato l‘ok per contribuire alla localizzazione del sito dello schianto usando dati satellitari.

Air France ha spiegato che l‘aereo, che monta motori General Electric, è entrato in servizio nell‘aprile 2005 ed è stato sottoposto a manutenzione in hangar nell‘aprile di quest‘anno.

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