Caso Mills, Pd-Di Pietro:no a premier in Aula.Protesta anche Anm

mercoledì 20 maggio 2009 14:45
 

ROMA (Reuters) - Dopo che ieri Silvio Berlusconi ha annunciato che parlerà in Parlamento del processo di David Mills, condannato in primo grado con l'accusa di falsa testimonianza a favore dell'attuale premier, oggi sia il leader del Pd che quello dell'Italia dei Valori hanno chiesto che non intervenga in aula, mentre l'Associazione nazionale magistrati ha protestato contro le sue "invettive".

"Ho trovato tra la gente un senso di grande indignazione, perché le persone si aspettano che i politici si occupino dei loro problemi", ha detto oggi il segretario del Partito democratico Dario Franceschini parlando coi giornalisti nel corso di un'iniziativa elettorale in quartiere popolare della Capitale.

"Invece Berlusconi dall'inizio della legislatura non ha trovato nemmeno due minuti per venire in Parlamento a parlare della crisi ... ed ora vuole venire in aula per autoassolversi e sollevare un polverone. E il Lodo Alfano lo ha fatto approvare in tre giorni".

Il cosiddetto Lodo Alfano è la legge che garantisce alle principali cariche dello Stato l'immunità nel corso del loro mandato. Il lodo è anche al centro di una proposta di referendum abrogativo su cui probabilmente l'elettorato sarà chiamato a votare nella primavera del 2010.

"Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale", ha detto stamani il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro durante una trasmissione radiofonica. "Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri".

"I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga, altrimenti si rendono assenti nel difendere le prerogative del Parlamento", ha aggiunto.

Intanto, con un comunicato, l'Anm ha affermato di ritenere "inaccettabile che da parte di esponenti politici e di rappresentanti del governo vengano rivolte invettive e accuse di carattere personale nei confronti dei componenti del collegio del tribunale di Milano ed in particolare del suo presidente".

Ieri, commentando le motivazioni della sentenza che nel febbraio scorso ha condannato Mills, Berlusconi ha detto che si tratta di "una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà come sono assolutamente sicuro sarà accertato in appello".

Secondo i giudici Mills, condannato a quattro anni e mezzo per corruzione giudiziaria, agì come falso testimone per assicurare l'impunità a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest sulla creazione di alcune società off-shore usate per gestire fondi neri.

 
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