Respingimenti immigrati, Consiglio d'Europa critica Italia

lunedì 11 maggio 2009 16:42
 

BRUXELLES (Reuters) - Il Consiglio d'Europa critica l'Italia per i respingimenti in mare degli immigrati dell'ultima settimana mentre secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non violano il diritto internazionale anche se l'Italia ha il dovere di stabilire se tra chi viene respinto ci sia qualcuno che ha diritto a chiedere asilo.

Nel fine settimana il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha rivendicato come un successo nel contrasto all'immigrazione clandestina l'attuazione dell'accordo con la Libia che permette di fermare in mare i barconi di immigrati e riportarli nei porti libici da dove erano partiti. Secondo Maroni, negli ultimi giorni sono stati respinti in acque internazionali 500 immigrati.

"L'Italia dovrebbe fermare i respingimenti automatici, per garantire che gli immigrati possano chiedere ed eventualmente ottenere asilo politico", ha dichiarato oggi il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, come confermato a Reuters da un suo portavoce.

"In Libia non c'è garanzia di asilo, ecco perché l'Italia non dovrebbe respingerli", ha puntualizzato Hammarberg, il quale ha però invocato un sostegno europeo ai paesi come l'Italia che sono meta degli sbarchi.

"Il problema non è italiano, ma europeo. C'è bisogno in Europa di maggiore aiuto ai paesi come Malta, Grecia e Italia che sono sul fronte caldo dell'immigrazione".

Intervenendo oggi sulla vicenda da Algeri dove si trova in visita, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha detto che il respingimento non viola il diritto internazionale.

"Ma abbiamo anche noi il dovere, come tutti gli altri Paesi, di verificare se tra coloro che vengono respinti c'è chi ha diritto di chiedere l'asilo", ha detto il presidente della Camera.

Stamani, circa 50 immigrati, tutti uomini di origine africana e soccorsi ieri da una motovedetta della Guardia di Finanza al largo di Capo Passero, in Sicilia, sono sbarcati a Siracusa.

 
<p>Immigrati, Fini: respingimento legale, ma c'&egrave; dovere di asilo. REUTERS/Antonio Parrinello</p>