Scuola, Gelmini: con maestro unico non ridurremo tempo pieno

giovedì 4 settembre 2008 10:36
 

ROMA (Reuters) - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha promesso che il ritorno alle scuole elementari del maestro unico dal 2009 non farà venire meno il tempo pieno, ma che l'obiettivo del governo è di spendere meno per gli stipendi degli insegnanti e liberare risorse per ridurre il debito pubblico e investire in infrastrutture scolastiche.

Un decreto legge varato lo scorso mese introduce fin da subito alcune novità nella scuola come la valorizzazione del voto in condotta e l'insegnamento dell'educazione civica.

Ma quelle più consistenti partiranno dall'anno scolastico 2009-10, come il maestro unico alle elementari con un orario di 24 ore settimanali -- cominciando dalla prima classe --, e il blocco per cinque anni delle edizioni dei libri di testo.

Il maestro unico, che sostituirebbe il "modulo" a tre insegnati, "risponde a scelta pedagogica precisa, il fatto per il bambino di avere un unico punto di riferimento", ha detto Gelmini alla trasmissione Radio Anch'io sulla Rai.

"Verrà meno meccanismo della compresenza (degli insegnanti), ma non verrà meno il tempo pieno, anzi lo aumenteremo e lo miglioreremo. Il governo si rende conto che molte madri lavorano e intende venire incontro alle esigenze delle famiglie", ha promesso il ministro, senza spiegare come conciliare la diminuzione degli insegnanti e il loro orario ridotto con il tempo prolungato.

"Bisogna sfatare il mito che più ore di lezione rendano la scuola migliore... riteniamo invece che si siano materie da rafforzare, penso alla matematica, ma questo si può fare con un'opera di razionalizzazione".

Ma il vero punto di forza, secondo il ministro, della proposta di ridurre il numero dei maestri è che si può ottenere un buon risultato con meno costi.

"Perché i contribuenti devono pagare tre insegnanti quando uno è sufficiente?", ha detto il ministro ricordando che il 97% della spesa per la scuola "è bloccata" attualmente dagli stipendi.

"E' uno spreco, di fronte all'esigenza di ridurre il debito pubblico e di riqualificare la spesa, investendo ad esempio nell'edilizia scolastica".

Per effetto del provvedimento sul maestro unico, il ministro ha detto di attendersi un taglio del 7% alla spesa complessiva e la riduzione in tre anni di diverse migliaia di posti nell'insegnamento.

Gelmini ha però promesso che non toccherà gli insegnanti di sostegno per gli alunni diversamente abili.

 
<p>Due studentesse sui libri. REUTERS</p>