Governo, Mastella lascia Unione, oggi Prodi alla Camera
ROMA (Reuters) - L'ex Guardasigilli e leader dell'Udeur, Clemente Mastella, ha annunciato ieri sera a sorpresa che il partito centrista lascerà la maggioranza, e di essere favorevole a elezioni anticipate.
Dopo la notizia choc di Mastella, che dispone al Senato di tre voti cruciali per la sopravvivenza del governo, Romano Prodi ha deciso di non salire ieri sera al Quirinale per rassegnare le dimissioni, come chiesto dall'opposizione, ma di riferire stamattina alle 10,00 alla Camera.
Fonti di palazzo Chigi raccontano che Prodi, in sella dal maggio del 2006, ha appreso della decisione dell'Udeur dalle agenzie e ha convocato un vertice del centrosinistra ieri alle 21 per valutare la situazione.
Una conferenza dei capigruppo di Montecitorio è convocata per le 9 di oggi e diversi esponenti della maggioranza, al termine dell'incontro di ieri sera, hanno riferito che Prodi dovrebbe intervenire alle 10 a Montecitorio per fare sia valutazioni sulla situazione politica sia - come era calendarizzato - per illustrare la relazione sulla giustizia, depositata la scorsa settimana da Mastella. Fra le ipotesi che si facevano ieri sera è che Prodi possa poi presentarsi anche al Senato, dove mercoledì in ogni caso c'è il dibattito di sfiducia su Alfonso Pecoraro Scanio.
Esponenti della maggioranza hanno precisato che "siamo di fronte a una scelta chiara del centro moderato che va esplicitata in Parlamento. Dobbiamo costringere l'Udeur a esprimersi in Parlamento", come ha detto il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano.
"E' necessario parlamentarizzare la crisi", ha detto il senatore dissidente dell'Ulivo Roberto Manzione. Gavino Angius, del Partito socialista, ha aggiunto: "Le responsabilità si prendono in Parlamento, non a Porta a porta", polemizzando con il fatto che Mastella ieri sera era presente al programma di Rai Uno.
Fatto è che nessuno è stato in grado di spiegare chiaramente cosa potrebbe avvenire oggi. Fra le ipotesi che circolano in ambienti parlamentari è che Prodi, dopo il dibattito alla Camera, potrebbe andare a riferire al capo dello Stato, ma non è chiaro se il colloquio è finalizzato a rassegnare le dimissioni oppure no.
Dopo l'eventuale caduta dell'attuale governo, le ipotesi più probabili appaiono le elezioni anticipate o un nuovo esecutivo di ampia coalizione con il programma di fare una nuova legge elettorale prima del voto.
Per il diniano Natale D'Amico "c'è bisogno di un governo istituzionale che faccia alcune cose di cui il paese ha bisogno e che consenta anche, al limite, di far svolgere il referendum. Non si può andare ad elezioni con questa legge perché non darebbe al Paese un governo in grado di governare". Continua...

