Mastella: interim a Prodi, appoggio esterno Udeur a governo

giovedì 17 gennaio 2008 15:31
 

"Daremo appoggio esterno [...]. Saremo esigenti, non come prima, accettando compromessi", ha spiegato Mastella.

E ha aggiunto: "Oggi nel governo non ci siamo, poi vedremo. Convocheremo un consiglio nazionale ai primi di febbraio e un congresso straordinario per valutare la situazione politica".

"Non lascio la politica [...] perché non ho commesso fatti di cui mi debba vergognare, ma adesso devo recuperare la dignità mia e di mia moglie", ha detto Mastella per spiegare la decisione di lasciare l'incarico di governo.

Rivolto ai magistrati, ai quali pure ha assicurato rispetto ha chiesto :"Quando arriverà la sentenza di proscioglimento chi mi ripagherà del sogno di essere ministro della Repubblica?".

Rivolto ai giornalisti ha domandato: "Possibile che io, che ho attraversato anche il '94 [l'indagine di Mani Pulite] sia diventato capo di una cosca, il male di questo Paese? Possibile che dopo tanti anni io diventi una forma di demonio?".

E ancora, come un fiume in piena: "Io e mia moglie siamo persone per bene che hanno faticato per arrivare dove sono arrivate. Noi non siamo i capi di un'affiliazione mafiosa politica ma di una organizzazione politica che esige rispetto anche dai magistrati[...]".

Atti politici, come quelli di cercare di influenzare nomine in posti importanti non possono essere scambiati per reati, ha detto ancora Mastella.

"Il mio partito ragiona politicamente [...], indicazioni politiche avvengono in tutti i Paesi che conosco", ha detto il leader del Campanile. "Come mai per la nomina di un nostro amico io sarei concusso e per tutte le altre nomine non ci sarebbero concussi?"

"Se per le prossime grandi nomine dicessimo a Prodi che vogliamo indicare il presidente della Rai, l'attuale tra l'altro sarebbe giusto se ne andasse, e che se non lo fa noi andiamo a casa, questa sarebbe logica politica o concussione?".   Continua...

 
Photo