17 luglio 2017 / 12:41 / 3 mesi fa

Pensioni, Inps: oltre 66.000 domande per Ape sociale e precoci

ROMA (Reuters) - Sono state 66.409 le domande presentate alla scadenza di sabato 15 luglio per accedere all‘Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci, previste per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2017.

Un'anziana fa la spesa in un supermercato. REUTERS/Stefano Rellandini

Lo rende noto l‘Inps precisando che sono arrivate 39.777 domande per l‘Ape e 26.632 per i precoci.

Il tetto previsto quest‘anno era di 60.000 domande.

Il maggior numero di domande è stato presentato in Lombardia (11.048) e la tipologia più rappresentata è quella dei lavoratori disoccupati con 34.530 domande, seguiti dagli addetti alle mansioni difficoltose (15.030).

Le donne che hanno presentato la domanda per l‘Ape sociale sono state 11.668, gli uomini 28.109. Le domande per la certificazione per lavoro precoce, invece, sono state presentate da 22.900 uomini e da 3.732 donne.

Il governo ha firmato a maggio 2017 i decreti per l‘entrata in vigore dell‘Ape sociale e l‘uscita anticipata dei precoci per una sperimentazione di due anni.

Con l‘Ape sociale lo Stato coprirà con un reddito ponte i costi dell‘anticipo pensionistico per disoccupati, invalidi o lavoratori con parenti di primo grado con gravi disabilità che abbiano 30 anni di contributi, e per chi svolge un lavoro pesante con 36 anni di contributi (infermieri, maestre d‘asilo, macchinisti, facchini).

Il tetto di reddito coperto dall‘Ape sociale è di 1.500 euro lordi mensili (la parte eccedente è a carico del lavoratore)L‘Ape è esente da imposte e sarà erogata per 12 mensilità.

Sono considerati precoci i lavoratori con 12 mesi di contributi (anche non continuativi) prima dei 19 anni di età. Potranno andare in pensione con 41 anni di contributi se sono disoccupati, svolgono lavori pesanti o usuranti, oppure abbiano una disabilità propria superiore o uguale al 74% o per esigenze di cura di parenti di 1° grado.

Mancano ancora invece i decreti per fare partire l‘Ape volontaria che consentirà di andare in pensione da 63 anni con 20 anni di contributi ma accendendo un prestito per ricevere l‘anticipo.

L‘Ape è stata introdotta dal governo di Matteo Renzi per ammorbidire la riforma previdenziale di fine 2011.

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