14 luglio 2017 / 14:26 / 2 mesi fa

Ius Soli, maggioranza agitata da critiche centristi ma ipotesi fiducia resta

ll presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in Senato per il voto di fiducia. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - Le critiche dei centristi che sostengono il governo al ddl sullo Ius soli mettono in discussione la possibilità di un voto di fiducia sul testo in Senato, dove la maggioranza è risicata, mentre il Pd garantisce pieno appoggio all‘esecutivo.

Se il governo di Paolo Gentiloni non ottenesse la fiducia, il risultato sarebbe la crisi, con la probabile conseguenza delle elezioni anticipate.

Nei giorni scorsi alcuni esponenti politici hanno accusato il leader del Pd Matteo Renzi di voler imporre la fiducia sullo Ius soli proprio per cercare un “incidente” in grado di far cadere l‘esecutivo e andare al voto presto con una legge elettorale proporzionale.

Oggi, per smentire l‘accusa, il responsabile della comunicazione del Pd, Matteo Richetti, ha detto che il partito non vuole mettere in difficoltà il governo e che non insisterà sulla fiducia.

“Noi siamo convintissimi sullo Ius soli, lo abbiamo sempre detto, ma non vogliamo creare problemi al governo”, ha detto a Reuters Richetti. “Quindi, se il governo alla fine decidesse di non mettere la fiducia, noi sosterremmo il provvedimento in Parlamento per farlo passare”.

Alternativa popolare, il partito del ministro degli Esteri Angelino Alfano, nel 2015 aveva votato alla Camera il provvedimento, che punta a concedere la cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri o che siano giunti in Italia in tenera età e abbiamo studiato almeno cinque anni, ma ha poi assunto una posizione critica.

E stamani il quotidiano “La Repubblica” ha riportato una dichiarazione (che finora non è stata smentita) in cui il ministro degli Affari Regionali Enrico Costa, di Ap, ha minacciato le dimissioni nel caso in cui il governo intenda porre la fiducia sullo Ius soli.

Una fonte governativa ha detto che per il momento da parte di Palazzo Chigi non c‘è “alcun ripensamento”, anche se si aspetta di vedere “che succede” perché il provvedimento, sui cui pesano migliaia di emendamenti degli oppositori, arriverà in aula solo tra qualche giorno.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe autorizzare la fiducia alla prossima riunione.

Dopo le dichiarazioni di Richetti, i capigruppo di Ap alla Camera e al Senato, Maurizio Lupi e Maurizio Bianconi, hanno plaudito alla scelta del partito di Matteo Renzi e hanno ribadito che non bisogna mettere il governo “in mezzo con inopportune e divisive richieste di fiducia”.

Per il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, comunque, il provvedimento sarà votato entro la pausa estiva, e il governo non rischia comunque crisi.

”Naturalmente al Senato ogni votazione è complessa, quotidianamente abbiamo la necessità di tenere una maggioranza numericamente ridotta e dobbiamo garantire il voto su tutti i provvedimenti, non solo sullo

Ius soli, e dobbiamo garantirla su ogni articolo ed emendamento”, ha detto oggi ai giornalisti.

(Massimiliano Di Giorgio)

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