6 luglio 2017 / 15:28 / tra 3 mesi

Gas, spunta progetto alternativo al Tap con benedizione Puglia

ROMA (Reuters) - Un progetto alternativo al Tap per trasportare in Italia dai 4 agli 8 miliardi di metri cubi di gas ogni anno dall‘Albania ha il sostegno della Regione Puglia ma deve ancora convincere il distributore Snam e ottenere le autorizzazioni del governo italiano.

Eagle Lng, della Burns del gruppo Falcione di Campobasso, ha avuto l‘approvazione del governo albanese già nel 2008 e aspetta dall‘Italia il nulla osta alla Valutazione d‘impatto ambientale (Via) e l‘autorizzazione del ministero dello Sviluppo Economico, che gli organizzatori sperano di avere entro il 2018, per partire nel 2020.

Manca però ancora il distributore di questo gas in Italia e con la Snam, che è anche azionista con il 20% della Tap, c‘è stato finora solo un contatto, spiegano i promotori del progetto.

Intanto oggi il progetto Eagle Lng è stato presentato a Roma con la sponsorizzazione politica del governatore pugliese Michele Emiliano, molto critico negli scorsi mesi verso il progetto Tap.

Il costo di Eagle Lng è di 660 milioni di euro per la costruzione del rigassificatore e del gasdotto, la cui realizzazione verrebbe affidata a Saipem ha detto il managing director del progetto, Fabio Greco, chiarendo che non c‘è ancora un accordo formale.

Il 90% del gas sarebbe destinato all‘Italia, il 10% all‘Albania.

Eagle Lng sarebbe “un‘infrastruttura energetica d‘importanza strategica per l‘Italia e per l‘Europa poiché riduce il rischio geopolitico di approvvigionamento con forniture economiche e sicure di provenienza diversificata”, ha detto Greco, che ha anche evidenziato il vantaggio di evitare che il gas transiti attraverso “paesi politicamente instabili”.

Eagle Lng è stato classificato come “progetto d‘interesse” dalla Energy Community costituita dalla Ue e da altri paesi europei (più la Turchia) insieme ad un‘altra decina di iniziative, tra cui lo stesso Tap.

Emiliano ha sottolineato i vantaggi ambientali del progetto rispetto a quello della Tap.

Il rigassificatore sarebbe lontano dalle coste italiane, approderebbe a Torchiarolo (Brindisi), in una zona né molto urbanizzata né compresa in aree naturalistiche. Di lì si dovrebbe allacciare alla rete gas della Snam, con la quale ancora c‘è solo “un contatto”, ammette Edmondo Falcione, presidente del gruppo.

GAS DA USA E QATAR

Mentre il Trans Adriatic Pipeline punta a trasportare gas dall‘Azerbaijan (fino a 8 mld di metri cubi, a partire dal 2020), attraverso il Mar Caspio, la Turchia e la Grecia, il progetto Eagle si basa su gas proveniente da Usa e Qatar, trasportato su tanker fino a un rigassificatore che sarebbe piazzato su una nave ormeggiata a 5 km dalla costa dell‘Albania, vicino a Valona.

Greco sostiene che con il Tap comunque sarebbe anche possibile un‘integrazione a livello di infrastruttura. I due gasdotti partono dalla stessa spiaggia albanese, con la più lunga tubatura del Tap che approda in provincia di Lecce, vicino a una riserva naturale, e prosegue in un‘area dove è stato disposto lo spostamento di centinaia di ulivi storici.

Anche senza il via dell‘Italia il progetto comunque “starebbe in piedi lo stesso”, dice Falcione, che cita la richiesta di gas dell‘Albania e nei paesi balcanici, stimata in 40 mld di metri cubi l‘anno nei prossimi anni.

(Massimiliano Di Giorgio)

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